Martedì, 18 Settembre 2018
ROSARNO

Teste suicida, a giudizio
genitori e fratello

maria concetta cacciola, Reggio, Calabria, Archivio
tribunale palmi

Saranno giudicati con rito immediato il prossimo 12 novembre davanti alla Corte d'assise di Palmi i genitori e il fratello della testimone di giustizia Maria Concetta Cacciola, suicidatasi nell'agosto dello scorso anno ingerendo acido muriatico. A disporlo è stato il gip del tribunale di Palmi. I tre, Michele Cacciola, di 54 anni, Anna Rosalba Lazzaro (48) e il figlio Giuseppe (31) sono accusati di maltrattamenti in famiglia e violenza o minaccia per costringere Maria Concetta a ritrattare le dichiarazioni rese all'autorità giudiziaria contro i familiari e cosìfacendo a commettere i reati di falsa testimonianza e favoreggiamento. In particolare, secondo l' accusa, genitori e fratello, con continue pressioni e la minaccia di non farle più vedere i figli, l'avevano costretta a registrare un'audiocassetta in cui ritrattava le precedenti accuse nei confronti dei familiari. Michele Cacciola, è cognato del boss Gregorio Bellocco, capo dell'omonima cosca di 'ndrangheta di Rosarno. Il marito di Maria Concetta Cacciola e' Salvatore Figliuzzi, attualmente detenuto per scontare una condanna ad otto anni di reclusione per associazione di tipo mafioso. Maria Concetta Cacciola, dopo avere iniziato a testimoniare, era stata trasferita in una località protetta, dove era rimasta fino al 10 agosto del 2010, quando decise di tornare a Rosarno per riabbracciare i figli rimasti a casa dei nonni in attesa del perfezionamento delle pratiche per il loro trasferimento nella sede protetta. A distanza di qualche giorno, il 20 agosto, la donna si tolse la vita.

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