Giovedì, 20 Settembre 2018
IPOTESI INQUIETANTE

Delitto Parrelli, il sicario
avrebbe sbagliato bersaglio

delitto perrelli, Reggio, Calabria, Archivio

Un vero e proprio rompicapo per gli investigatori dei carabinieri impegnati da oltre 24 ore a valutare con estrema attenzione varie piste e ipotesi investigative. Stando, infatti, a quanto finora emerso dalle indagini, è tutto ancora da decifrare il movente dell’agguato nel corso del quale lunedì scorso, a Gioiosa jonica, è stato ucciso un operaio forestale, Giuseppe Parrelli, di 50 anni, incensurato e padre di ben 4 figli, ed è rimasto ferito, perché colpito involontariamente dal killer con un colpo di pistola alla testa, Giovanni Schirripa, di 26 anni, meccanico, incensurato.
L’agguato è scattato nella contrada Mazzarella, davanti a un’officina meccanica dove Parrelli aveva portato la propria automobile per farla riparare. Schirripa lavora nell’officina di proprietà del suocero gioiosano, Donato Commisso, e, al momento dell’agguato, si trovava vicino a Parrelli e a poca distanza anche dal suocero, secondo quanto è emerso dai primi accertamenti compiuti dai carabinieri del Gruppo di Locri e della Compagnia di Roccella Jonica. A sparare (non meno di 5-6 i colpi esplosi) è stata una persona, armata di pistola di medio calibro e, verosimilmente, a tamburo visto che sul luogo del duplice fatto di sangue non sono stati trovati bossoli, che si trovava a bordo di un’automobile, condotta da un complice. Un’azione fulminea quella portata a termine dal sicario e dal suo complice e che con molta probabilità, anche se allo stato si tratta solo di un’ipotesi investigativa al vaglio dei carabinieri, non è andata come doveva andare anche per la scarsa “esperienza” in materia di agguati e delitti da parte del killer.
Non è per nulla escluso, infatti, anche se gli inquirenti continuano in queste ore a valutare con molta attenzione pure altre piste, che il vero obiettivo del sicario fosse un altro. Se questa ipotesi investigativa al vaglio degli inquirenti (a coordinare il lavoro dei carabinieri è il sostituto procuratore di Locri, dott. Giuseppe Adornato) dovesse trovare conferme, allora nel sanguinoso e terribile agguato di lunedì scorso sarebbero due e non una le vittime innocenti.

 

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