Mercoledì, 26 Settembre 2018
REGGIO

«La mia vita rovinata
da parentele scomode»

valle-lampada, Reggio, Calabria, Archivio
tribunale milano

Il processo. Si sta celebrando a Milano il processo, con il rito ordinario, che si sta celebrando a Milano davanti al Tribunale collegiale presieduto da Luigia Rosa Ponti, contro ’ndrangheta, magistrati, politici e colletti bianchi che hanno operato sull’asse Calabria-Lombardia. L’accusa è sostenuta in dibattimento dal sostituto procuratore
distrettuale antimafia di Milano, Paolo Storari.
Gli imputati. Sono dodici le persone sul banco degli imputati, tra cui i fratelli Giulio e Francesco Lampada, la stessa Maria Valle, ritenuti l’interfaccia mafiosa del gruppo che operava sull’asse Calabria-Lombardia. Sulla lista degli imputati figurano inoltre l’ex presidente del Tribunale sezione “Misure di prevenzione” di Reggio Calabria,
Vincenzo Giglio, l’ex consigliere regionale della Calabria, Franco Morelli, il medico Vincenzo Giglio, cugino ed omonimo del magistrato.
Le dichiarazioni. Maria Valle è intervenuta in una recente udienza rendendo dichiarazioni spontanee. Un lungo racconto, ed allo stesso tempo un accorato sfogo, partendo dal rapporto con il padre, Fortunato valle, il marito Francesco Lampada e il cognato Giulio. Finendo con il pentito Antonino Lo Giudice.

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