Martedì, 25 Settembre 2018
'NDRANGHETA

Bombe Reggio,
Pg, pentito mente
parli dei mandanti

salvatore di landro, Reggio, Calabria, Archivio

''Antonino Lo Giudice mente. Non è portatore di una sua causale. A costo di farsi tagliare la testa non può dire di essere portatore dell'interesse di qualcun'altro perché lo ucciderebbero". Così il procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, ha manifestato i suoi dubbi sulla ricostruzione fatta dal boss pentito della 'ndrangheta Nino Lo Giudice in relazione agli attentati del 3 gennaio 2010 contro la Procura generale di Reggio Calabria e del 26 agosto 2010 contro
la sua abitazione. Di Landro ha deposto in aula nel processo ai presunti autori degli attentati chiamati in causa dallo stesso Lo Giudice: il fratello Luciano, Antonio Cortese e Vincenzo Puntorieri.

Salvatore Di Landro  ha riferito di essere a conoscenza di rapporti tra Lo Giudice e magistrati di Reggio Calabria, "dalla lettura di verbali e dai giornali". In merito a questa vicenda, il sostituto procuratore generale di Reggio Calabria, Franco Mollace, all'epoca degli arresti dei presunti autori delle bombe, nell'aprile del 2011, disse di non avere "mai avuto né direttamente, né indirettamente contatti con Lo Giudice o con chiunque altro. Apprendo di questa cosa adesso e non so veramente di cosa si tratti". (ANSA)

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