Sabato, 22 Settembre 2018
OMICIDIO FORTUGNO

Carecere duro revocato a Marcianò

omidicio fortugno, Reggio, Calabria, Archivio
tribunale generico

Revocato il regime di carcere duro a Giuseppe Marcianò, condannato all’ergastolo quale mandante dell’omicidio di Francesco Fortugno in via definitiva, dopo il pronunciamento della VI Sezione penale della Cassazione del 3 ottobre scorso. L’annullamento del 41-bis giunge a sei anni dall’arresto, avvenuto nel giugno del 2006, quando il 33enne Marcianò è stato raggiunto da una misura cautelare in carcere insieme al padre, Alessandro Marcianò, caposala dell’ospedale di Locri, per il quale i giudici della Cassazione hanno annullato con rinvio per un altro pronunciamento in appello rispetto alla condanna all’ergastolo quale secondo presunto mandante del delitto ai danni del vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, ucciso il 16 ottobre del 2005 nell’atrio di Palazzo Nieddu.
Per quel delitto eccellente sono stati condannati in via definitiva all’ergastolo anche Salvatore Ritorto, quale esecutore materiale, e Domenico Audino in concorso con gli altri coimputati.
La decisione di revocare il 41 bis A Giuseppe Marcianò è stata presa dal Tribunale di Sorveglianza di Roma, che ha accolto l’istanza presentata dai legali del 33enne, avv. Giuseppe Mammoliti, del foro di Locri, e avv. Piera Farina, del foro dell’Aquila, che hanno discusso sulla questione all’udienza dello scorso 11 gennaio. Marcianò si trova attualmente detenuto presso la casa circondariale del’Aquila, dove a seguito della disposizione del Tribunale romano è passato nell’area alta sicurezza.

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