Martedì, 25 Settembre 2018
REGGIO

Case di cura, arrivano
i decreti... e i tagli

di
case di cura, Reggio, Calabria, Archivio

Arrivano finalmente i decreti regionali per le strutture private in convenzione (a distanza di settimane dagli ok arrivati da tutti i centri autorizzati alle verifiche), e da Catanzaro sono pure arrivate (ma sono provvedimenti adottati sempre in ossequio ai dettami del tavolo “Massicci”) delle vere e proprie “mazzate” per le strutture sanitarie. Decurtazioni del budget e riduzioni delle indennità per le prestazioni del 2012. Il risultato è che in quasi tutti i centri si vivono momenti di crisi e di instabilità. Dopo che le strutture hanno dovuto aspettare diverso tempo i decreti di autorizzazione all’attività sanitaria, l’ultima doccia fredda è venuta dopo la pubblicazione del decreto sull’attribuzione delle risorse per le strutture private assegnate all’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria. In totale si è scesi di oltre 3 milioni di euro per il 2012 che sono state divise tra le quattro strutture cittadine e le due a livello provinciale. In totale per il settore della sanità in convenzione della provincia reggina sono stati destinati dalla struttura commissariale del Piano di rientro del debito sanitario poco più di 37 milioni di euro. Il Policlinico Madonna della Consolazione ha subito un taglio di 1 milione e 200 mila euro pari a circa il 9% rispetto al budget precedente; l’I s t i t uto Ortopedico del Mezzogiorno d’Italia ha visto sfumare 267 mila euro; Villa Aurora 265mila euro; Villa Sant’Anna 191mila. In provincia: a Cinquefrondi sono arrivati ben 630mila euro in meno per Villa Elisa pari al 17% di decremento; solo leggermente scalfita dalla scure dei tagli Villa Caminiti con 17mila euro in meno di fondi. Il risultato comunque è univoco: il settore già in forte contrazione, adesso è letteralmente “piegato” e rischia di esplodere. La sanità privata reggina è a forte rischio implosione e adesso rischiano di saltare posti di lavoro e anche i servizi di assistenza sanitaria. A fine dicembre (esattamente l’ultimo giorno dell’a nno) sono stati firmati i contratti di accreditamento per le prestazioni sanitarie: un aut-aut per le strutture che nonostante i tagli hanno dovuto sottoscrivere i contratti per poter continuare a vivere. Adesso, però, la situazione preoccupa e non poco le strutture che si sono viste rimborsare in misura inferiore le prestazioni rese nel 2012 e ora si trovano ad affrontare una crisi senza precedenti con oneri economici difficilmente sostenibili. Nei giorni scorsi si sono tenuti diversi incontri tra tutti i centri della Provincia e i rappresentanti della Cisl Luciana Giordano e Antonino Cogliandro. Le problematiche del settore sono state riassunte in un documento che conferma tutte le criticità dei singoli casi «Le case di cura private che dovrebbero servire a diminuire i casi di emigrazione sanitaria hanno subito una grossa perdita economica nel 2011 da 42 milioni di euro a circa 40. Il decreto del 14 dicembre ha ulteriormente diminuito i trasferimenti. La decurtazione arbitraria non può essere addebitata al decreto spending review». A causa delle diminuzioni di trasferimenti nel triennio «Le case di cura si vedranno costrette a ridurre drasticamente il personale». Insomma lo spettro degli ammortizzatori sociali in deroga e dei licenziamenti torna nuovamente in vigore e da qui alle prossime settimane si avranno novità. Al Policlinico Madonna della Consolazione, poi, a causa del mancato raggiungimento dell’accordo, rischiano di saltare anche gli stipendi; «ciò a causa – ha dichiarato Cogliandro della Cisl – non per colpa della Cisl o della proprietà». Una situazione caotica, dunque, che adesso sarà affrontata a breve in un confronto alla direzione generale dell’Asp. Il direttore generale Rosanna Squillacioti ha convocato, infatti, per martedì prossimo a mezzogiorno un faccia a faccia sulla questione e in quella sede si procederà a prendere in esame tutte le criticità sollevate dalle strutture e finora non risolte. In ogni caso regna molta confusione nel settore e per questo si tenterà di ottenere un quadro leggermente più chiaro dopo il vertice di martedì prossimo che si spera sia chiarificatore.

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