Martedì, 25 Settembre 2018
REGGIO

La crisi economica
aumenta i processi

gerardis, Reggio, Calabria, Archivio
gerardis

La crisi economica che sta stremando anche, forse soprattutto Reggio, ha contributo a rallentare la macchina della Giustizia. Un fenomeno che è stato analizzato, con dati alla mano e rigore scientifico, dal presidente del Tribunale Luciano Gerardis, nella relazione sull’attività svolta nel periodo 1 luglio 2011-30 giugno 2012 illustrata nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Un quadro preoccupante, che si sviluppa tra crisi socioeconomica e strapotere della ’ndrangheta: «I procedimenti penali e di prevenzione evidenziano non soltanto quanto ampio sia il coinvolgimento dei settori sociali e istituzionali che pure avrebbero dovuto restare immuni, ma anche quanto corroso sia il sistema economico locale, in cui imprese mafiose e paramafiose alterano le regole del mercato, condizionando pesantemente lo sviluppo di una sana imprenditoria. Se a ciò si aggiunge la crisi economica che avvolge l’intero Paese e che in ambito locale è viepiù aggravata dalle difficoltà in cui si dibattono le pubbliche finanze, in una realtà prevalentemente terziarizzata ove i pagamenti degli enti pubblici costituiscono risorsa indispensabile, si comprende anche quanto tutto ciò si riverberi in ambito civilistico in settori come quelli del credito, delle imprese e del lavoro ». Da qui la lista sempre infinita di procedimenti che si aprono e che stentano a definirsi: «Si spiega così l’imponente flusso di procedimenti che in ogni comparto ha investito il Tribunale che avrebbe dovuto contare su risorse ben maggiori di quelle di cui ha potuto effettivamente disporre. Più ancora delle scoperture di posti di magistrato, pure arrivate a sei di cui due presidenti di sezione, si è avvertita pesantemente l'insufficienza dell’organico del personale di cancelleria». Una mole di lavoro imponente che è stata affrontata dal Tribunale di Reggio Calabria in maniera efficace. Da parte del presidente Luciano Gerardis c’è una chiave di lettura su una risposta di straordinaria efficienza dell'Ufficio da lui diretto: «Ciononostante, la complessiva risposta giudiziaria del Tribunale, grazie allo straordinario impegno ed alla professionalità di magistrati e personale, è stata ampiamente positiva e, pure con tutte le inevitabili criticità, ha contribuito a rinvigorire in fasce crescenti di cittadini quei germogli di legalità nati negli anni precedenti». Settore civile: «Conseguenza dell’attuale dato di crisi economica in cui versa la città appaiono: l’aumento del numero delle istanze di fallimento; l’incremento dei procedimenti di recupero crediti, avviati sia da banche, società finanziarie, operatori economici e professionisti nei confronti di loro clienti; il prevalere, tra le cause di sfratto, delle procedure per locazioni commerciali rispetto a quelle abitative; il gran numero di procedure mobiliari nei confronti del Comune di Reggio «. Ed inoltre, secondo il presidente Gerardis, «confortano, allo stato, l’incremento della produttività individuale e sezionale, frutto anche della continuità che si è potuta assicurare con l’assunzione delle funzioni dei nuovi M.O.T., l’abbattimento dei carichi nella misura del 19%, la migliore resa di giustizia conseguente alla microspecializzazione interna per gruppi di magi strati, la trasparenza dei criteri adottati attraverso atti come il vademecum in materia cause di usucapione o il nuovo protocollo delle udienze civili, comunicati al Foro dopo approfondimenti comuni in sede di Osservatorio sulla giustizia civile. La sezione Lavoro – conclude riduce, per quanto possibile, i tempi di definizione dei giudizi e può prevedersi entro l’anno il quasi totale esaurimento dei procedimenti anteriori al 2010». Settore Penale: «La giurisdizione penale è stata impegnata nel periodo in esame in un formidabile ed incessante contrasto della criminalità, specialmente organizzata, ed è stata chiamata a fare luce su vicende drammatiche concernenti la vita della città e della provincia degli ultimi anni. Certo la penuria di risorse umane e materiali, quali l'assoluta inadeguatezza e la scopertura della pianta organica di personale di cancelleria e di magistratura, la stessa non sufficiente dotazione di mezzi tecnologico ed informatici e delle stesse aule di udienze dotate di video-registrazione, la gravissima carenza di personale di polizia penitenziaria addetta al trasferimento dei detenuti hanno imposto la selezione degli obiettivi prioritari con sacrifici di altri. Malgrado ciò, si è è portata avanti senza soluzione di continuità, anzi in un continuo crescendo, la lotta alla 'ndrangheta con acquisizione processuali assai importanti e foriere di maggiori sviluppi futuri». Sempre attuale la scopertura degli organici: «L’attuale inadeguatezza e scopertura degli organici non consente infatti di trattare tempestivamente tutti gli affari, né risultano penalizzati, nei tempi di definizione, quei procedimenti di minore rilevanza sociale, che pure finiscono per intasare l’ufficio, facendo aumentare la pendenza dei procedimenti a carico di persone note da 9963 a 10428. L’impegno organizzativo e gestionale emerge chiaramente dalla considerazione che spesso vengono celebrate giornalmente anche cinque udienze dibattimentali, con tutti i conseguenti problemi di traduzione di detenuti, di penuria di aule di udienza dotate di adeguati sistemi di videofonoregistrazione, di ordinato svolgimento di udienze affollate da un gran numero di avvocati, imputati, testimoni».

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