Lunedì, 24 Settembre 2018
REGGIO

Arrivano i fondi
contro il racket

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  Due domande di accesso al fondo dedicato agli imprenditori vittime dell'estorsione sono state ammesse dal Comitato di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura nel 2013 per un totale di quasi 21 mila euro e una rigettata. Sempre nel primo mese dell’anno hanno avuto l’ok ai fondi 3 imprese per un totale di 334 mila euro. I dati diffusi dal ministero dell’Interno pongono la Calabria al secondo posto per somme liberate nel 2013 preceduta dalla Puglia con 525 mila euro e 6 domande accolte; al terzo posto la Sicilia con 8 domande accolte e 312 mila euro liberati dall’Ufficio commissariale dipendente dal Viminale. È una vera novità quella che viene dal ministero. Sono tornati disponibili i dati sulle deliberazioni assunte in favore delle vittime di racket e usura, interrotti a febbraio 2011. «La ripresa di periodiche pubblicazioni - ha precisato il Commissario antiracket ed antiusura Elisabetta Belgiorno - accoglie una specifica richiesta della Commissione Parlamentare Antimafia in sede di audizione del ministro dell’I nterno e risponde ad una esigenza di informazione, molto sentita». I dati disponibili riguardano le deliberazioni delle prime quattro sedute di gennaio e quelli delle sedute svolte dal 20 ottobre al 31 dicembre 2012. E proprio negli ultimi mesi dell’anno scorso alla Calabria non è stato riconosciuto alcunché dal commissario; il record assoluto in tutto il Paese è andato alla Campania con 1.526 mila euro assegnati seguito dalla Sicilia con 193 mila euro assegnati e dall’Abruzzo con 153 mila. I dati sull’erogazione dei finanziamenti si erano fermati al 2011. La Sicilia ha detenuto il maggior numero di risorse arrivate da Roma con 2 milioni e 767 mila euro e 19 domande di accesso al fondo accolte, seguita dal Piemonte (846 mila euro) e dall’Emilia Romagna (354 mila); quarta la calabria con 345 mila euro ammessi e 7 domande accolte su 13 presentate. Ma sono tanti i soggetti calabresi che hanno chiesto di essere ammessi a beneficio e che ancora attendono di ricevere risposte dalla Capitale per i fondi. Un procedimento tortuoso che rende l’iter dopo le denunce di racket e usura spesso uno scoglio insormontabile. Ne sa qualcosa della difficoltà di accedere ai finanziamenti l’imprenditore reggino Antonino Demasi che per ottenere i finanziamenti ha dovuto intentare diverse cause fino alla sentenza emessa a suo favore dal Consiglio di Stato alcune settimane addietro. Il Comitato di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura ha quindi deciso per un inversione di tendenza e ha cominciato nuovamente a pubblicare i dati sulle delibere. È composto da: un rappresentante del Ministero per lo Sviluppo economico e uno del Ministero dell'Economia e delle finanze; tre membri designati dal Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro) ogni due anni; tre membri delle associazioni antiracket e antiusura e un rappresentante della Consap (Concessionaria dei servizi assicurativi pubblici) senza diritto di voto.

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