Sabato, 22 Settembre 2018
PROCESSO EPILOGO

Sei imputati ricusano il pm Lombardo

processo epilogo, Reggio, Calabria, Archivio
L'interno dell'aula bunker di Reggio durante la deposizione di un pentito

Dalle schermaglie dialettiche allo scontro frontale il passo è stato breve: gli imputati del processo “Epilogo”, i sei presunti affiliati alla cosca di ’ndrangheta di San Sperato – Maurizio Cortese, Fabio Giardiniere, Demetrio Serraino, Alessandro Serraino, Francesco Tomasello e Giovanni Siclari – hanno presentato un’istanza di ricusazione del pm Giuseppe Lombardo. A farsi portavoce dell’iniziativa, che dal punto di vista tecnico-giuridico dovrebbe essere improponibile perchè presentata fuori i termini previsti dalla legge oltre al fatto che il destinatario naturale sia l'organo giudicante, è stato Maurizio Cortese, uno degli imputati principali del processo “Epilogo” con l'accusa di essere tra i capi e promotori del gruppo delle seconde leve delle ’ndrine Serraino.
Aggrappandosi all’istituto delle dichiarazioni spontanee, Maurizio Cortese ha spiegato al Tribunale, presieduto da Silvana Grasso (giudici a latere Foti e Fiorentini), perchè abbiano smarrito serenità e tranquillità rispetto alla conduzione dell'accusa: «Riteniamo venga violato il diritto a difenderci se ci viene impedito di poter citare i testi di riscontro dopo che il dottore Lombardo ha annunciato che chi testimonierà sarà indagato per mafia.

 

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