Mercoledì, 19 Settembre 2018
PALMI-ROSARNO

Condanne esemplari e confisca dei beni

clan pesce, Reggio, Calabria, Archivio
tribunale palmi

Richieste per oltre 800 anni di carcere hanno scandito la lunga litania di nomi e cifre del sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Alessandra Cerreti. Nomi e numeri in un inscindibile binomio che ha portato ad avanzare le pesanti richieste che ammontano a poco più di 8 secoli di detenzione per gli esponenti e presunti affiliati della famiglia Pesce di Rosarno. Spiccano i 30 anni per Antonino e Salvatore Pesce ma anche i 28 per Marcello Pesce, una delle primule rosse di questo procedimento a cui gli inquirenti stanno dando la caccia da alcuni anni. Il Pm ha chiesto la confisca di quanto posto sotto sequestro e della Sapri Calcio.
Trent’anni sono stati richiesti anche per il giovane Francesco Pesce (’84): in questo caso sono due richieste distinte che si vanno a sommare. La prima, quella a 26 anni è per l’associazione, la seconda, senza la continuità perché considerata dall’accusa un reato a se stante rispetto al reato associativo, per il tentativo di sequestro di persona dell’allora giovane moglie che aveva fatto ritorno presso casa dei genitori perché stanca di subire angherie. Ci sono anche le 14 richieste di trasferire alla Procura gli atti di altrettanti testimoni per il reato di falsa testimonianza.
Nel corso delle 9 udienze che hanno caratterizzato l’infinita maratona d’accusa, il sostituto della Dda e la collega Giulia Pantano della Procura di Palmi, hanno passato in rassegna le numerose fonti di prova che hanno corroborato le indagini ed il conseguente procedimento.

 

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