Mercoledì, 19 Settembre 2018
OMICIDIO PIOLI

«L’incubo è
finito, possiamo
piangere in pace»

fabrizio pioli, Reggio, Calabria, Archivio
Fabrizio Pioli

Si attende il corpo di Fabrizio a casa Pioli. Nel frattempo nel palazzo posto sulla Statale si piange per un dolore immenso. Un dolore vissuto con estremo decoro e compostezza per un dramma senza fine che ha visto perdere la vita in condizioni barbare un giovane 38enne, “reo” solo di aver intrapreso una relazione con la persona sbagliata. Oltre al dolore nei cuori dei familiari di Fabrizio, però, c’è pure una vera e propria liberazione. «La fine di un incubo», ha detto la cugina Daniela Pioli. Il padre, le sorelle, gli zii e tutti i familiari erano coscienti da tempo che Fabrizio era stato ucciso ma speravano, anzi pretendevano che il suo corpo tornasse a casa. «Per noi – hanno detto sempre la cugina e lo zio – sta finendo un vero e proprio incubo. La mancanza di Fabrizio era diventato un tarlo nel cervello, uno strazio sapere che, soprattutto in questi giorni di pioggia, il corpo era in quel fosso». Poi sempre la cugina Daniela, visibilmente provata, ha ripercorso le ore frenetiche successive alla diffusione della voce della costituzione di Antonio Napoli: «In quel momento abbiamo avuto un forte scatto; speravamo che avrebbe indicato il luogo dove c’era Fabrizio. E così è stato; per noi è stato troppo bello, perché finalmente lo possiamo riavere; possiamo andare a trovarlo e soprattutto è andata via un’angoscia senza fine. Ora possiamo piangerlo». Dichiarazioni che danno l’idea di un dolore senza fine frutto di un anno di ansie, preoccupazioni per la famiglia Pioli. Ieri Gioia Tauro si è svegliata sotto un violento temporale. Una città stordita, ammutolita davanti a una storia che ha dell’incredibile e che lascerà sicuramente il segno. Una giovane vita spezzata per ragioni d’onore e due famiglie distrutte. Tanto dolore anche negli amici di Fabrizio che per diversi mesi hanno tenuto accesi i fari con tanto di fiaccolate e di manifestazioni organizzate in suo ricordo. Intanto, accanto alle reazioni al dolore dei familiari, va avanti anche naturalmente il processo contro la famiglia di Simona Napoli.

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