Giovedì, 20 Settembre 2018
'NDRANGHETA

Sequestro beni per
450 mln e 20 arresti
coinvolto papà di Sculli

Un vero e proprio ''patto" tra le cosche di 'ndrangheta Morabito e Aquino della locride, imprenditori spagnoli e un emissario dell'Ira, l'esercito di liberazione nord irlandese, cementato da fiumi di denaro sporco reimpiegato nella realizzazione di villaggi turistici in Calabria. E' lo scenario internazionale che emerge dagli esiti dell'operazione "Metropolis" scattata all'alba - condotta dalla Guardia di finanza con il coordinamento della Dda di Reggio Calabria - che ha portato all'arresto di 20 persone e al sequestro di beni per 450 milioni di euro. Nella rete degli investigatori, con l'accusa di associazione mafiosa, sono finiti il boss Rocco Morabito, figlio di Giuseppe 'u tiradrittu'', e Rocco Aquino, rampollo di un'altra famiglia di peso della locride, assieme a Francesco Sculli, padre del calciatore Giuseppe, attualmente in forza al Pescara, funzionario del Comune di Bruzzano Zeffirio. In manette anche due uomini d'affari spagnoli, Domingo Bernal Diaz e Sagredo Jorge Pablo Lamberti, legati alle cosche calabresi attraverso un intreccio di società italiane e straniere. Un ruolo di primo piano nelle attività di riciclaggio lo ha ricoperto Henry James Fitzsimons, appartenente all'Ira, incaricato dall'organizzazione terroristica che si batte per l'indipendenza dell'Irlanda del nord, di ripulire i proventi, ricapitalizzandone le risorse finanziarie. Fitzsimons non è un militante qualsiasi: nel suo Paese ha scontato una condanna a 15 anni per un attentato contro la polizia e dall'organizzazione paramilitare è stato delegato ad intraprendere attività di riciclaggio con il mondo delle mafie. Operazioni inizialmente svolte in Spagna e Portogallo poi, grazie alla mediazione del campano Antonio Velardo, ampliate anche in Calabria, in particolare sul litorale jonico reggino dove i Morabito e gli Aquino già dal 2005 hanno avviato la realizzazione di complessi alberghieri e turistici. In Calabria, Fitzsimons, che non è stato arrestato perché si trova in un Paese in cui il provvedimento non è eseguibile, é venuto più volte per incontrare con gli affiliati alle cosche e per affinare i meccanismi di gestione del riciclaggio. Diciassette sono i villaggi turistici, per un totale di 1.300 unità immobiliari, sequestrati dalle fiamme gialle: quasi tutti ubicati sul litorale jonico reggino, uno solo sul Tirreno a Tropea (Vibo Valentia). I sigilli sono stati apposti anche a capitale sociale, quote societarie e patrimonio aziendale di 12 società due delle quali con sede a Roma. Perquisizioni sono state fatte tra Calabria, Sicilia, Campania, Lazio, Inghilterra e Spagna. "La 'ndrangheta - ha detto il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, che ha diretto le indagini - conferma anche in questa circostanza le sue capacita' criminogene ben oltre il territorio di provenienza, anche se il nucleo originale rimane sempre la struttura localistica". (ANSA).

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook