Venerdì, 21 Settembre 2018
OP. METROPOLIS

Il patto di sangue
con i “compari” spagnoli

operazione metropolis, Reggio, Calabria, Archivio
arresto strangio

Lo spunto iniziale dell’indagine “Metropolis”risale al 4 settembre 2008. Gli agenti della Guardia di Finanza di Bari effettuano un controllo nei confronti di quattro soggetti calabresi appena sbarcati dalla motonave “Tirrenia”, provenienti dal porto albanese di Durazzo a bordo di una Mercedes. I quattro, sulla base degli accertamenti svolti, erano partiti il 2 settembre in compagnia di altre due persone, due spagnoli. Tra le varie informazioni raccolte dagli inquirenti in questa prima fase veniva poi appurato che le spese per il viaggio di andata erano state poste a carico della società “Metropolis 2007 srl”, con sede a Bianco, nella Locride. I quattro viaggiatori erano Fausto Ottavio Strangio, Daniele Scipione, Sebastiano Vottari e Francesco Strangio, mentre gli altri due soggetti erano i cittadini spagnoli Diaz Domingo Manuel Bernal e Josè Erchiga Bonmati. Lo stretto rapporto di affari che emergerà nel corso delle indagini tra il gruppo dei calabresi ritenuti vicini alla famiglia africese dei Morabito e gli spagnoli fu suggellato, secondo gli investigatori, con la creazione di rapporti di “comparaggio”, visto che i due sono stati testimoni alle nozze tra il 35enne Scipione e la figlia di Rocco Morabito, figlio di Giuseppe “Tiradritto”, capo locale di Africo, detenuto dall’aprile del 2010 nell’ambito dell’operazio - ne “Reale”. Da quel controllo delle Fiamme gialle baresi che si sviluppa l’attività di indagine che ha portato all’esecuzione dei 20 arresti dell’operazione Metropolis, messa a segno martedì scorso dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, dello Scico di Roma e del Gruppo di Locri della Guardia di Finanza, coordinati dal procuratore capo della Procura reggina Ottavio Sferlazza, dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri, e dai sostituti procuratori Maria Luisa Miranda e Paolo Sirleo. L’attività svolta ha consentito di accertare investimenti promossi, diretti e organizzati da importanti esponenti di vertice della ‘ndrangheta; nella specie, è stata creata una vera e propria “joint-ventures” tra esponenti della criminalità organizzata calabrese – da un lato i Morabito di Africo, dall’altro gli Aquino di Marina di Gioiosa –e spagnoli per dar vita a un articolato sistema di società, italiane e straniere, anche irlandesi, al fine di realizzare complessi immobiliari destinati al settore turistico-residenziale, suddivisi per territorio di “in - fluenza” delle rispettive famiglie o gruppi di interesse affaristico- mafiosi. Tra le risultanze investigative, è emerso l’affare per la costruzione di un complesso immobiliare di tipo turistico residenziale a Brancaleone chiamato “The Sands”. Dietro al flusso di denaro proveniente dalla Spagna i finanzieri si sono imbattuti nella “Cor - silope s.l.”, società di diritto spagnolo, con sede a Torreveja, Alicante, in calle Maestro Francisco Casanovas. Questa società ha acquistato, in Italia, nel novembre del 2007 dei terreni a Brancaleone, in località Iemallo, dove ha iniziato la costruzione di quel complesso immobiliare. L’ammi - nistratore unico è Jorge Pablo Lamberti Sagredo, nato a Buenos Aires, il quale risulta avere la residente in Bovalino, presso il domicilio occupato da celibe da Daniele Scipione (genero di RoccoMorabito), che dall’ottobre del 2007 risulta preposto della società spagnola. È lo stesso 35enne Scipione che ha la maggiore quota della “Ca.gi.mm sas”, che ha effettuatp i lavori di costruzione del complesso immobiliare, perlomeno nella fase iniziale. Una società che secondo la Procura distrettuale è riconducibile a RoccoMorabito, che si sarebbe occupato di gestire, perlomeno fino al suo arresto, i lavori di realizzazione del complesso “The Sands”. Riguardo alla “Corsilope s.l.”, grazie all’attività tecniche e alla documentazione in possesso agli inquirenti, si è riuscito a scoprire che uno dei soci ufficialmente presenti nella società, tale Josè Cano Ferrandiz, è prestanome di tale “El Tigre”, che avrebbe finanziato la società per circa 900 mila euro. Gli investigatori non escludono che “El Tigre” possa essere Josè Erchiga Bonmati, uno degli spagnoli individuati nel viaggio per l’Albania con i quattro del gruppo calabrese fermati a Bari, tre dei quali ritenuti vicini alla famiglia africese dei Morabito “ti - radritto”. Rocco Morabito, assistito dall’avv. Maurizio Punturieri, dovrebbe essere sottoposto oggi per rogatoria all’interroga - torio di garanzia nel carcere di Spoleto.

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