Lunedì, 24 Settembre 2018
ROCCELLA

L'atroce punizione di due cani sciolti?

omicidio domalà, Reggio, Calabria, Archivio
Coluccio e Femia

 

“Sgarri” in serie, comportamento totalmente anarchico sul territorio e quindi assoluta mancanza di rispetto delle “regole” decise e impartite dal crimine organizzato. Ma pure danneggiamenti, intimidazioni, rapine e furti. Tutte cose che hanno dato fastidio, creato disagi, ed hanno fatto alzare abbondantemente l’asticella dei controlli sul territorio da parte delle forze dell’ordine, creando così grattacapi un po’ a tutti, specie a chi vuole tranquillamente muoversi nella zona grigia dell’illegalità. E poi, per chiudere il cerchio, ombre e sospetti su un possibile collegamento, anche se al momento si tratta solo di un’ipotesi investigativa al vaglio delle forze dell’ordine, su un efferato omicidio compiuto a Roccella a settembre scorso. 
In base alle complesse (e destinate ad andare avanti ancora per un bel po’ di tempo) indagini finora sviluppate in queste due settimane dalle forze dell’ordine coordinate dalla Procura di Locri, sarebbe racchiuso in questa delicata situazione “ambientale” il movente dell’efferato  duplice omicidio compiuto nella notte tra il 20 e il 21 febbraio scorso e scoperto nella contrada collinare Domolà di Caulonia.
Anche se saranno gli esami del Dna (l’esito è previsto nei prossimi giorni) a stabilire l’esatta identità dei due cadaveri trovati carbonizzati, a seguito di alcune segnalazioni giunte al 113, dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato di Siderno, nel tardo pomeriggio del 21 febbraio scorso nella contrada cauloniese all’interno dell’automobile Alfa Romeo 147 in uso a un pregiudicato di Roccella Jonica, appare ormai quasi scontato – anche se, lo ripetiamo,  ancora la certezza assoluta non c’è – che i corpi trovati nel veicolo appartengano a due volti ben noti alle forze dell’ordine: Francesco Coluccio alias “u ‘nzurru”, 42 anni, di Roccella Jonica e Maurizio Femia, alias “u titta”, 39 anni, di Marina di Gioiosa. 

“Sgarri” in serie, comportamento totalmente anarchico sul territorio e quindi assoluta mancanza di rispetto delle “regole” decise e impartite dal crimine organizzato. Ma pure danneggiamenti, intimidazioni, rapine e furti. Tutte cose che hanno dato fastidio, creato disagi, ed hanno fatto alzare abbondantemente l’asticella dei controlli sul territorio da parte delle forze dell’ordine, creando così grattacapi un po’ a tutti, specie a chi vuole tranquillamente muoversi nella zona grigia dell’illegalità. E poi, per chiudere il cerchio, ombre e sospetti su un possibile collegamento, anche se al momento si tratta solo di un’ipotesi investigativa al vaglio delle forze dell’ordine, su un efferato omicidio compiuto a Roccella a settembre scorso. In base alle complesse (e destinate ad andare avanti ancora per un bel po’ di tempo) indagini finora sviluppate in queste due settimane dalle forze dell’ordine coordinate dalla Procura di Locri, sarebbe racchiuso in questa delicata situazione “ambientale” il movente dell’efferato  duplice omicidio compiuto nella notte tra il 20 e il 21 febbraio scorso e scoperto nella contrada collinare Domolà di Caulonia.Anche se saranno gli esami del Dna (l’esito è previsto nei prossimi giorni) a stabilire l’esatta identità dei due cadaveri trovati carbonizzati, a seguito di alcune segnalazioni giunte al 113, dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato di Siderno, nel tardo pomeriggio del 21 febbraio scorso nella contrada cauloniese all’interno dell’automobile Alfa Romeo 147 in uso a un pregiudicato di Roccella Jonica, appare ormai quasi scontato – anche se, lo ripetiamo,  ancora la certezza assoluta non c’è – che i corpi trovati nel veicolo appartengano a due volti ben noti alle forze dell’ordine: Francesco Coluccio alias “u ‘nzurru”, 42 anni, di Roccella Jonica e Maurizio Femia, alias “u titta”, 39 anni, di Marina di Gioiosa. 

 

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