Giovedì, 20 Settembre 2018
OMICIDIO RASO

Rizziconi, il
killer è un parente
della vittima

raso, rizziconi, Reggio, Calabria, Archivio
raso con familiari

Gli investigatori sono riusciti ad imboccare subito la pista giusta. Ora è caccia aperta all’assassino di Francesco Raso. Il killer è stato identificato in breve tempo. Si tratterebbe di un parente della sua famiglia. A sparare contro Raso, affrontato nel suo podere di “Vennarella”, è stato qualcuno che la vittima conosceva abbastanza bene. Forse tra i due ci sarebbe stata in precedenza una discussione, probabilmente provocata da motivi di interesse per un modesto appezzamento di terreno. Lunedì pomeriggio il tragico epilogo. Il killer conosceva le sue abitudini e sapeva che Raso si trovava nel fondo rurale per lavorare. È stato facile, insomma, localizzarlo e fare fuoco. E l’arma, usata, un’automatica di grosso calibro, la dice lunga sulle sue intenzioni. I carabinieri intervenuti sul posto col capitano Cinnirella, Comandante la Compagnia di Gioia Tauro, non appena lunedì pomeriggio dal pronto soccorso del Giovanni XXIII è rimbalzata la notizia dell’arrivo del ferito, morto subito dopo il ricovero, hanno rinvenuto per terra alcuni bossoli esplosi che hanno consentito di poter risalire al tipo di arma usata dal killer. Si tratta di una calibro 9 lunga, dalla quale sono partiti i colpi esplosi sicuramente da breve distanza. A quanto è stato possibile apprendere Francesco Raso è stato raggiunto da un colpo al collo e da altri due colpi al torace. Ed è stata purtroppo vana la corsa disperata verso Gioia Tauro dell’uomo che lo ha soccorso e che lo ha caricato sulla sua autovettura con l’intento di strapparlo alla morte. L’identità dell’assassino è ormai acclarata, così come il suo grado di parentela con la vittima. E questo grazie - è l’ipotesi più probabile - a una preziosa testimonianza. Il cauto ottimismo che già lunedì sera si notava tra gli investigatori aveva lasciato intendere che i carabinieri fossero già sulla pista buona per assicurare una svolta positiva alle indagini. La notte di lunedì i militari, agli ordini del cap. Cinnirella e del ten. Ceccagnoli e sotto le direttive del pm Piero Bucarelli, sostituto della Procura di Palmi, non si sono concessi soste. Hanno sentito a lungo i famigliari di Raso e poi altri congiunti ed amici della vittima, procedendo anche a controlli e diverse perquisizioni effettuati a Rizziconi, da collegare presumibilmente ai movimenti dell’auto - re della sparatoria. Ieri sera si era anche diffusa la notizia che il ricercato, legato alla vittima da rapporti di parentela, si era costituito alla stazione dei carabinieri di Rizziconi. Fino a tarda ora, però, la notizia è stata decisamente smentita dagli investigatori. L’intera comunità di Rizziconi, ancora incredula per l’omicidio di contrada “Vennarella”, è sotto shock. In paese, dappertutto, si respira un’atmosfera particolare: la gente, sottovoce, parla dell’ uccisione di Francesco Raso e lascia intendere che si tratta di un delitto assurdo, soprattutto in considerazione del fatto che lo stesso sarebbe maturato in un contesto famigliare e per futili motivi. Raso era molto conosciuto a Rizziconi e viene ricordato da tutti come un gran lavoratore, un uomo pronto e disponibile a fare di tutto per mandare avanti la famiglia. La gente che non riesce ad accettare quanto si è verificato a poche centinaia di metri dalla periferia del centro abitato e in prossimità di una strada che da Rizziconi, ovvero da quella che viene indicata come “zona San Francesco”, porta verso la vecchia ex statale “111.” L’autopsia, affidata al dott.Mario Materazzi, sarà probabilmente eseguita nel pomeriggio di domani o venerdì mattina a Reggio. Poi il corpo sarà restituito alla famiglia. La moglie Maria Concetta Cambrea la figlia Adelaide, il figlio Michele e gli altri congiunti che stanno vivendo la grande tragedia che li ha colpiti. L’assassino, comunque, dovrebbe avere le ore contate.

© Riproduzione riservata

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