Martedì, 18 Settembre 2018
REGGIO

Senza mandante
l’omicidio del
boss di Locri

cataldo antonio, Reggio, Calabria, Archivio
antonio cataldo

L’omicidio. Salvatore Cordì, detto “u cinese”, fu ucciso a Siderno in un agguato di stampo mafioso il 31 maggio del 2005.  

Senza mandante. Antonio Cataldo non è il mandante di quel delitto. L’ha deciso la Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria, (presidente Bruno Finocchiaro, a latere Gabriella Cappello), che ha assolto l’imputato ribaltando completamente la sentenza del gup, che aveva condannato il 56enne a 30 anni di reclusione con il rito abbreviato, pena confermata nel primo processo d’appello, successivamente annullata con rinvio dalla Suprema Corte di Cassazione.

In carcere. Il 56enne Antonio Cataldo, che in questo processo rispondeva a piede libero, rimane in carcere solo perché indagato con l’ipotesi di associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta “Route 106”. Per l’omicidio di Salvatore Cordì, allo stato, risulta condannato all’ergastolo, in primo grado, solo Michele Curciarello, ritenuto il presunto esecutore materiale. Ma la sentenza deve ancora essere vagliata prima in Appello e poi in Cassazione  

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