Sabato, 22 Settembre 2018
RIONE CICCARELLO

Aggredirono i poliziotti, arrestati 7 nomadi

poliziotti aggrediti dai rom, Reggio, Calabria, Archivio

 

La rivolta dei rom. Per due volte, alle 21.30 del 12 settembre 2012 e alle 10.13 del 18 settembre successivo, i nomadi della comunità di Ciccarello hanno aggredito, mandandoli in ospedale, i poliziotti delle Volanti che stavano svolgendo il loro dovere dei tradizionali controlli su strada. Due episodi gravissimi che hanno avuto come teatro il rione Ciccarello, la roccaforte dei nomadi a sud della città. 
Due episodi in fotocopia che hanno portato ieri all’arresto di sette persone. Il primo fattaccio risale al 12 settembre scorso. Una Volante intercetta un’autovettura sospetta alla cui guida c’era Massimo Bevilacqua (classe 1976). Gli agenti provano ad imporre l’alt. Inutilmente: lì, nel rione Ciccarello, i nomadi ritengono di potere vivere al di fuori della legge. Scatta l’inseguimento. 
Massimo Bevilacqua per sottrarsi al controllo ingrana la marcia e si rifugia nel bunker delle palazzine. Al suo arrivo, basterà un segnale, per innescare la sommossa. Dieci, venti, trenta nomadi piombano sugli agenti. Uomini e donne, giovani e ragazzini. Gli agenti saranno aggrediti fisicamente. Incassano botte e lasceranno il campo soltanto per preservare l’ordine pubblico. 
Sei giorni dopo un altro gravissimo fattaccio. In pieno giorno, all’incrocio tra via Pio XI  e via Ciccarello. Damiano Vincenzo Bevilacqua (classe 1982) non ci sta a farsi controllare dagli sbirri. Uno squillo di cellulare, il tam-tam dei nomadi, e spunta un manipolo di giovanotti. Non perdono tempo e puntano dritti alla coppia di agenti. Calci, ginocchiate e pugni. E minacce a non finire.

La rivolta dei rom. Per due volte, alle 21.30 del 12 settembre 2012 e alle 10.13 del 18 settembre successivo, i nomadi della comunità di Ciccarello hanno aggredito, mandandoli in ospedale, i poliziotti delle Volanti che stavano svolgendo il loro dovere dei tradizionali controlli su strada. Due episodi gravissimi che hanno avuto come teatro il rione Ciccarello, la roccaforte dei nomadi a sud della città. Due episodi in fotocopia che hanno portato ieri all’arresto di sette persone. Il primo fattaccio risale al 12 settembre scorso. Una Volante intercetta un’autovettura sospetta alla cui guida c’era Massimo Bevilacqua (classe 1976). Gli agenti provano ad imporre l’alt. Inutilmente: lì, nel rione Ciccarello, i nomadi ritengono di potere vivere al di fuori della legge. Scatta l’inseguimento. Massimo Bevilacqua per sottrarsi al controllo ingrana la marcia e si rifugia nel bunker delle palazzine. Al suo arrivo, basterà un segnale, per innescare la sommossa. Dieci, venti, trenta nomadi piombano sugli agenti. Uomini e donne, giovani e ragazzini. Gli agenti saranno aggrediti fisicamente. Incassano botte e lasceranno il campo soltanto per preservare l’ordine pubblico. Sei giorni dopo un altro gravissimo fattaccio. In pieno giorno, all’incrocio tra via Pio XI  e via Ciccarello. Damiano Vincenzo Bevilacqua (classe 1982) non ci sta a farsi controllare dagli sbirri. Uno squillo di cellulare, il tam-tam dei nomadi, e spunta un manipolo di giovanotti. Non perdono tempo e puntano dritti alla coppia di agenti. Calci, ginocchiate e pugni. E minacce a non finire.

 

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