Mercoledì, 19 Settembre 2018
'NDRANGHETA

Sequestro di beni
al "re della montagna"

Imprese operanti nei settori dell'industria boschiva e della compravendita e locazione di beni immobili, 84 fabbricati, di cui uno a Roma, 118 terreni e conti correnti: sono i beni sequestrati dalla Dia e dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria a Rocco Musolino, di 86 anni, di Gambarie d'Aspromonte, conosciuto come il "re della montagna". Le indagini sono state avviate dai carabinieri nel 2008 dopo il tentato omicidio ai danni dello stesso Musolino, noto imprenditore nel settore dei legnami.

 Dalle indagini è emerso come Musolino sia stato più volte interessato per la risoluzione di disaccordi e problemi sorti a Santo Stefano d'Aspromonte e a Reggio Calabria per via di quello che gli investigatori definiscono il "prestigio criminale di cui godeva". Secondo l'accusa l'imprenditore avrebbe esercitato la propria attività sfruttando i legami con la 'ndrangheta. Legami che gli avrebbero consentito di operare fino a raggiungere una posizione di sostanziale monopolio, con modalita' di sopraffazione e intimidazione tipiche dell'impresa mafiosa, nonché sfruttando le cointeressenze in tutti gli altri settori del mondo politico, economico ed istituzionale. 

Alcuni collaboratori di giustizia lo hanno indicato come personaggio di estrema importanza nell'ambito della cosca Serraino, all'interno della quale avrebbe esplicato funzioni di vertice. Secondo gli investigatori, Musolino, grazie alla vicinanza con la 'ndrangheta avrebbe esteso la sua impresa fino ad ottenere un consistente vantaggio patrimoniale specie quando, intrattenendo rapporti economici con la Regione Calabria, ha lavorato e fornito prestazioni in cantieri in cui la presenza di esponenti delle cosche era massiccia. A Musolino e' stato notificato un avviso di conclusione indagini per esercizio abusivo dell'attività finanziaria. Stesso provvedimento è stato notificato alla sua segretaria particolare Francesca Sinicropi, di 58 anni. Nell'ambito dell'inchiesta sono stati notificati avvisi di conclusione indagini anche a Saverio Pizzimenti (41), a Giuseppe Frasca (51) ed a Rocco Stilo (61) per avere aiutato Musolino ad eludere le indagini rendendo dichiarazioni false e reticenti ai carabinieri e riferendo al "re della montagna" il contenuto delle loro dichiarazioni. (ANSA)

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