Martedì, 25 Settembre 2018
SCILLA

Sequestro da 15 milioni,
erano il pizzo sui lavori A3

pizzo salerno reggio, Reggio, Calabria, Archivio
lavori autostrada

Sarebbe riconducibile ai proventi del 'pizzo' imposto alle imprese impegnate nell' ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria il patrimonio sequestrato a Matteo Gaietti, ritenuto l'elemento di spicco della cosca Nasone Gaietti operante nella zona di Scilla. L'indagine che ha portato al sequestro di beni mobili e immobili per 15 milioni di euro, infatti, prende spunto dalle risultanze dell'operazione Alba di Scilla condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria nel maggio dello scorso anno e che ha colpito le cosche locali della 'ndrangheta. In particolare, oltre all'organizzazione, alla composizione e alle gerarchie interne della cosca Nasone-Gaietti, è stata fatta luce anche sugli obiettivi economici e le strategie intimidatorie attuate con danneggiamenti e incendi all'interno dei cantieri delle imprese prese di mira. In questo contesto è emersa la figura di Matteo Gaietti come elemento di punta della cosca assieme a Domenico e Rocco Nasone e Giuseppe Fulco. Le indagini patrimoniali nei confronti di Gaietti hanno dimostrato che il possesso e la riconducibilità del patrimonio costituisce il reimpiego di denaro illecitamente acquisito. Tra i beni sottoposti a sequestro c'é un lido, tre fabbricati, 15 terreni e un conto corrente. Altri beni oggetto del provvedimento, tra cui un esercizio commerciale, prodotti finanziari e conti correnti, risultano cointestati al fratello, alla madre e ad un nipote di Gaietti.

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