Domenica, 23 Settembre 2018
REGGIO

Op. "Torno subito",
Scarcerati cinque
impiegati comunali

di
assenteismo, torno subito, Reggio, Calabria, Archivio
assenteismo

Scarcerati cinque impiegati comunali coinvolti nell’operazione sull’assenteismo a Palazzo San Giorgio. Il Tribunale della libertà (presidente Filippo Leonardo, giudici a latere Aliquò e Foti) ha annullato la misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal gip Barbara Bennato, trasformandola nella misura interdittiva dai pubblici uffici per la durata di due mesi. I giudici del riesame hanno quindi accolto l’istanza presentata dai difensori di Paolo Campolo (avvocato Marco Tullio Martino), Roberto Quartullo (avvocato Antonino Quero), Consolato Erbi (avvocati Gaetano Vizzari e Giuseppe Musolino) e Saverio Foti (avvocati Vincenzina Leone e Roberto Fiorino); mentre ha ottenuto la completa libertà Cataldo Iozzi (avvocato Aldo Labate) perchè non più dipendente del Comune di Reggio avendo prestato attività lavorativa fino all’insediamento della commissione straordinaria che sta amministrando l’ente, I cinque impiegati comunali (complessivamente la misura cautelare era stata emessa nei confronti di 17 persone) erano rimasti coinvolti nell’inchiesta “Torno subito” condotta dalla Guardia di Finanza, coordinata dal pubblico ministero Antonella Crisafulli, che aveva smascherato il sistema truffaldino per assentarsi dal posto di lavoro figurando regolarmente in ufficio grazie alla complicità dei colleghi che timbravano l’ingresso o l’uscita da Palazzo San Giorgio. In precedenza, dopo appena un paio di giorni dalla notifica degli arresti era stata annullata dallo stesso gip la misura emessa nei confronti di Giuseppe Scopelliti, impiegato dell’ufficio stampa che era già andato in pensione da quasi un anno. Ieri la nuova decisione del Tribunale della libertà, che ha condiviso la tesi esposta dal collegio difensivo che aveva sottolineato la sproporzione tra le accuse e la misura cautelare, aggiornando di un’ulteriore pagina la clamorosa inchiesta delle Fiamme Gialle che ha puntato il dito sui dipendenti del Comune di Reggio. Nella giornata del 19 aprile il gip Barbara Bennato aveva firmato la misura interdittiva (24 impiegati sospesi per due mesi e altri 5 per trenta giorni) nei confronti di 29 persone che erano finite nel mirino della Procura della Repubblica nell’ambito delle stesse indagini, seppure con responsabilità ritenute meno gravi. Il pm Antonella Crisafulli aveva invocato la sospensione dal lavoro per 42 dipendenti. Dalla notifica del provvedimento del gip, tutti i dipendenti raggiunti dall’interdittiva avranno la possibilità di proporre appello al Tribunale che deciderà entro i venti giorni successivi la camera di consiglio. Parallelamente allo sviluppo giudiziario dell’operazione “Torno subito” sta proseguendo l’inchiesta interna avviata dalla commissione straordinaria, guidata dal prefetto Vincenzo Panico. Un’istruttoria interna, dalle procedure complesse e dall’iter lungo secondo le norme previste dal contratto collettivo nazionale del lavoro dei dipendenti degli enti locali, per verificare le singole posizioni dei dipendenti sotto accusa. La prima tranche dell’inchiesta “Torno subito” risale al 4 aprile quando gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno notificato i primi avvisi di garanzia a una decina di impiegati di Palazzo San Giorgio rispetto al numero complessivo di indagati che era di 95 persone. I militari della Guardia di Finanza hanno lavorato per un mese intero nell’area di Palazzo San Giorgio, riprendendo, filmando, fotografando e pedinando gli impiegati che gestivano il badge in maniera disinvolta. Per la Procura abbandonando l’ufficio per sbrigare affari personali. Una truffa che nel suo complesso si è consumata dal 21 aprile 2011 e il 21 maggio 2011 quando alla guida dell’Amministrazione comunale c’era il sindaco facente funzioni Giuseppe Raffa, dalla cui denuncia è scattata l’indagine dei finanzieri.  

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