Domenica, 23 Settembre 2018
PROCESSO BLESS

Chiesti due ergastoli

processo bless, Reggio, Calabria, Archivio

 

Condanna all’ergastolo per Pasquale Condello “Il supremo”, assoluzione per Domenico Condello “Micu ’u pacciu”. Si divide, almeno nel processo “Bless”, il destino giudiziario dei cugini di Archi e boss di prima grandezza della ’ndrangheta di Reggio. 
Il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia, Rocco Cosentino, a margine della requisitoria sostenuta ieri davanti alla Corte d’Assise di Reggio (presidente Antonio Scortecci, a latere Anna Carla Mastelli) ha inoltre invocato la massima pena nei confronti di Demetrio Sesto Rosmini. Alla sbarra c’è anche il collaboratore di giustizia Giuseppe Scopelliti, nei confronti del quale il pm ha chiesto il «non doversi procedere per prescrizione dei reati». Si era autoaccusato dell’omicidio di Francesco Polistena, avvenuto il primo dicembre del 1990, ma oltre alle attenuanti per «il contribuito genuino e significativo fornito alla giustizia» per la Procura il reato è stato cancellato dal tempo. Letteralmente graziato dall’accusa Domenico Condello, che si ritroverebbe estraneo da ben sette capi di imputazione tra cui l’agguato mortale a Pasquale Tegano in cui rimase ferito Giovanni Tegano. Ulteriori dettagli nell'edizione di domani

Condanna all’ergastolo per Pasquale Condello “Il supremo”, assoluzione per Domenico Condello “Micu ’u pacciu”. Si divide, almeno nel processo “Bless”, il destino giudiziario dei cugini di Archi e boss di prima grandezza della ’ndrangheta di Reggio. Il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia, Rocco Cosentino, a margine della requisitoria sostenuta ieri davanti alla Corte d’Assise di Reggio (presidente Antonio Scortecci, a latere Anna Carla Mastelli) ha inoltre invocato la massima pena nei confronti di Demetrio Sesto Rosmini. Alla sbarra c’è anche il collaboratore di giustizia Giuseppe Scopelliti, nei confronti del quale il pm ha chiesto il «non doversi procedere per prescrizione dei reati». Si era autoaccusato dell’omicidio di Francesco Polistena, avvenuto il primo dicembre del 1990, ma oltre alle attenuanti per «il contribuito genuino e significativo fornito alla giustizia» per la Procura il reato è stato cancellato dal tempo. Letteralmente graziato dall’accusa Domenico Condello, che si ritroverebbe estraneo da ben sette capi di imputazione tra cui l’agguato mortale a Pasquale Tegano in cui rimase ferito Giovanni Tegano. Ulteriori dettagli nell'edizione di domani

 

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