Domenica, 24 Febbraio 2019
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LOCRI

Anche i "tedeschi" di Singen conoscevano Oppedisano

processo crimine, Reggio, Archivio
Il tribunale di Locri

 

Nella città tedesca di Singen ci sarebbe una locale di ‘ndrangheta collegata con quella di Fabrizia, quindi con Domenico Oppedisano, ritenuto “capo crimine”. È quanto emerso nel corso dell’udienza di ieri nel troncone in ordinario del maxiprocesso “Crimine”, in corso a Locri, dove ha testimoniato in video collegamento internazionale il dirigente della polizia tedesca Peter Proschko. L’investigatore ha deposto sul contenuto dell’informativa della polizia teutonica chiamata in codice “Santa”, nella quale è stata condensata un’attività di indagine contro alcuni presunti appartenenti alla criminalità organizzata calabrese residenti in gran parte in Germania, il cui esito è poi stato trasmesso ai magistrati della Procura distrettuale. 
Il teste, su domande del pm Antonio De Bernardo, ha confermato che la Dda reggina nell’aprile del 2009 aveva formulato regolare richiesta per rogatoria al magistrato inquirente tedesco per intercettazioni telefoniche nei confronti di Bruno Nesci e Bruno Ciancio, per i quali si procede separatamente, già sottoposti a indagine in Italia dell’ambito dell’inchiesta “Crimine”.

Nella città tedesca di Singen ci sarebbe una locale di ‘ndrangheta collegata con quella di Fabrizia, quindi con Domenico Oppedisano, ritenuto “capo crimine”. È quanto emerso nel corso dell’udienza di ieri nel troncone in ordinario del maxiprocesso “Crimine”, in corso a Locri, dove ha testimoniato in video collegamento internazionale il dirigente della polizia tedesca Peter Proschko. L’investigatore ha deposto sul contenuto dell’informativa della polizia teutonica chiamata in codice “Santa”, nella quale è stata condensata un’attività di indagine contro alcuni presunti appartenenti alla criminalità organizzata calabrese residenti in gran parte in Germania, il cui esito è poi stato trasmesso ai magistrati della Procura distrettuale. Il teste, su domande del pm Antonio De Bernardo, ha confermato che la Dda reggina nell’aprile del 2009 aveva formulato regolare richiesta per rogatoria al magistrato inquirente tedesco per intercettazioni telefoniche nei confronti di Bruno Nesci e Bruno Ciancio, per i quali si procede separatamente, già sottoposti a indagine in Italia dell’ambito dell’inchiesta “Crimine”.

 

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