Martedì, 18 Settembre 2018
REGGIO

Orsola Fallara la
“mente” del bilancio

orsola fallara, Reggio, Calabria, Archivio
municipio reggio calabria 2

«La politica forniva gli indirizzi, la dirigente si occupava dei conti: così veniva compilato il bilancio di previsione al Comune di Reggio»: a spiegarlo, in Tribunale nel processo per il caso Fallara, è stata l’ex giunta (quasi al gran completo) quando sindaco era Giuseppe Scopelliti e assessore alle Finanze Orsola Fallara. In successione sono sfilati Candeloro Imbalzano, Tilde Minasi, Antonella Freno, Giovanni Bilardi, Enzo Sidari, Michele Raso, Rocco La Scala, Franco Sarica e Demetrio Porcino. Tutti politici di professione: chi oggi al Senato della Repubblica, consigliere regionale, oppure manager della sanità pubblica. Univoca la versione dei fatti: il bilancio di previsione del Comune di Reggio era nelle mani di Orsola Fallara, la potentissima dirigente del settore Tributi e Finanze morta suicida nel dicembre 2010 per lo scandalo delle voragini nei conti di Palazzo San Giorgio che lei stessa avrebbe causato. Ad argomentare le modalità con le quali si sviluppasse la compilazione del bilancio preventivo è stato soprattutto Rocco La Scala, dal 2008 al 2010 assessore al Bilancio. Per due anni al fianco di Orsola Fallara, c’è la sua firma nel bilancio consuntivo 2008 e nel preventivo 2009. Più di ogni altro è stato in grado di spiegare cosa sia potuto succedere nelle casse comunali a Reggio negli anni scanditi dalla gestione disinvolta di Orsola Fallara. Nel processo per il caso Fallara sono quattro gli imputati: l’ex sindaco Giuseppe Scopelliti (abuso d’ufficio e falso ideologico) e i revisori dei conti Carmelo Stracuzzi, Domenico D’Amico e Ruggero De Medici (solo per falso).

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