Mercoledì, 19 Settembre 2018
REGGIO

Colpo alla holding
della ’ndrangheta,
cinque arresti

'ndragheta, armando raso, Reggio, Calabria, Archivio

Era proprietario della struttura sanitaria di cui risultava essere stato solo un dipendente. La sproporzione fra il reddito dichiarato (meno di 12 mila euro nel 2009) e il patrimonio che gestiva ha insospettito prima la Finanza, poi la Dia e quindi le procure distrettuali antimafia di Firenze e Reggio Calabria. Per cercare di mascherare la sua attività, Armando Raso, 39 anni, (nella foto) già condannato con l’accusa di essere un appartenente alla ’ndrina dei Molè di Gioia Tauro, da una decina di anni si era trasferito in Toscana, dove oggi è stato arrestato insieme a quattro suoi familiari (moglie, padre, fratello e cognata) che gli facevano da prestanome. Siccome, come scritto nella richiesta di arresto, «dalla ’ndrangheta non ci si dimette», Raso aveva esportato l’economia criminale a Montecatini Terme (Pistoia), gestendo società immobiliari. Ma aveva continuando anche a coltivare interessi nella terra natale: in Calabria, la Dia ha sequestrato due strutture socio- sanitarie, la “Salus Mentis” di Sellia Marina e “Il Gabbiano” di Gizzeria, quest’ultima da tempo accreditata dal sistema sanitario pubblico per operare con i disabili. Sono stati sequestrati anche numerosi conti correnti bancari. I sigilli sono stati apposti a beni per un valore complessivo di 44 milioni.

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