Venerdì, 16 Novembre 2018
CRIMINALITÀ

Tre reggini nella
lista dei latitanti
più pericolosi

latitanti, Reggio, Calabria, Archivio

Gli otto imprendibili. Ci sono anche tre reggini nella ridottissima lista dei latitanti di massima pericolosità sociale, i resti dell’elenco dei “Trenta” stilato dal Ministero dell’Interno-Direzione centrale della Polizia criminale. Accanto a Matteo Messina Denaro, il boss siciliano che ad oggi è la “primula rossa” per eccellenza, ci sono anche Rocco Morabito di Africo, Giuseppe Giorgi di San Luca, Ernesto Fazzalari di Taurianova. Tutti e tre elementi di primo piano della ’ndrangheta di Reggio Calabria. Tutti e tre nel mirino della Procura distrettuale antimafia e dei segugi del Comando provinciale dei carabinieri e della Squadra Mobile della Questura. Stessa sorte riservata ad Antonio Pelle, “la mamma”, il boss evaso dall’ospedale di Locri e personaggio chiave della faida di San Luca.

I SUPER LATITANTI. Rocco Morabito, classe 1966, reggino di Africo, è ricercato dal 1994 per associazione di tipo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti. Deve espiare la pena a 30 anni di reclusione. Dal 10 febbraio 1995 sono state diramate le ricerche in campo internazionale. Per gli inquirenti è uno dei narcotrafficanti al top dei business della droga condotti dalle ’ndrine della Locride. Giuseppe Giorgi, classe 1961 di San Luca, è ricercato dal 1995 per associazione mafiosa finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, armi, estorsioni e omicidi. Deve espiare la pena a 17 anni di reclusione. Il 25 maggio 1995 sono state diramate le ricerche in campo internazionale. Conosciuto con il nomignolo “u capra” è affiliato alla cosca Romeo, genero del capobastone Sebastiano Romeo. Secondo il pentito Francesco Fonti anche lui è stato coinvolto anche nello smaltimento illegale di rifiuti tossici e radioattivi. Per gli inquirenti Giorgi vivrebbe ormai stabilmente in Germania. Ernesto Fazzalari, classe 1969 di Taurianova. È ricercato dal 1996 per associazione mafiosa, omicidio, traffico di sostanze stupefacenti, armi, rapina. Deve espiare la pena dell’ergastolo. Dal febbraio 2004 è ricercato in campo internazionale. Fuori dalla top-lista soltanto perchè l’ex ministro dell'Interno Roberto Maroni la chiuse convinto di estinguerla entro la conclusione del suo mandato, ma è tra i super latitanti anche Giuseppe Pelle, classe 1961 di San Luca. È svanito nel nulla nel settembre 2011 dall’ospedale di Locri dove era stato ricoverato per una gravissima forma di anoressia che l'aveva portato a rischio della vita. Sul suo capo pende una condanna a 13 anni di reclusione per associazione mafiosa, da personaggio di vertice della cosca di famiglia.

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