Sabato, 14 Dicembre 2019
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LIBRO NERO

Retata a Reggio, dal politico al dentista e al boss: ecco chi sono i 17 arrestati

Oltre al consigliere regionale Alessandro Nicolò (in carcere con l’accusa di associazione mafiosa), e al capogruppo del Pd in consiglio regionale, Sebi Romeo (ai domiciliari per tentata corruzione, vicenda slegata dal filone principale dell’indagine) vi sono altri 15 arrestati nell’ambito dell’operazione Libro Nero.

Si tratta di: Antonino Caridi, già detenuto - genero del defunto Domenico Libri detto don Mico, storico patriarca dell’omonima cosca di 'ndrangheta - (indagato per associazione mafiosa e destinatario della misura cautelare della custodia in carcere); Stefano Sartiano, già detenuto, esponente di vertice della cosca Libri (indagato per i delitti di estorsione e turbata libertà degli incanti, aggravati perchè commessi da persona facente parte della cosca di 'ndrangheta Libri, destinatario della misura cautelare della custodia in carcere); Giuseppe Libri, figlio del defunto Domenico Libri detto don Mico, (indagato per associazione mafiosa e destinatario della misura cautelare della custodia in carcere); Rosa Libri, di Reggio Calabria, figlia del defunto Domenico Libri detto don Mico, (indagata per associazione mafiosa e destinataria della misura cautelare della custodia in carcere); Saverio Pellicanò (indagato per associazione mafiosa e destinatario della misura cautelare della custodia in carcere); Gianpaolo Sarica, presunto reggente del quartiere San Giorgio Extra (indagato per associazione mafiosa, estorsione in concorso e porto illegale in luogo pubblico di arma comune da sparo, con l’aggravante, per questi ultimi due delitti, dell’essere stati commessi avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. e per agevolare la cosca di 'ndrangheta Libri, destinatario della misura cautelare della custodia in carcere); Antonio Zindato, (indagato per associazione mafiosa, estorsione in concorso e porto illegale in luogo pubblico di arma comune da sparo, con l’aggravante, per questi ultimi due delitti, dell’essere stati commessi avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. e per agevolare la cosca di 'ndrangheta Libri, destinatario della misura cautelare della custodia in carcere).

Giuseppe Serranò (indagato per associazione mafiosa e destinatario della misura cautelare della custodia in carcere); Giuseppe La Porta, piccolo imprenditore nel settore degli infissi in alluminio (indagato per associazione mafiosa e destinatario della misura cautelare della custodia in carcere); Demetrio Berna, imprenditore del settore edilizio, immobiliare e della ristorazione, già consigliere al Comune di Reggio Calabria nel 2002 e 2007, oltre che assessore al Bilancio tra il 2011 ed il 2012 (indagato per associazione mafiosa e destinatario della misura cautelare della custodia in carcere); Francesco Berna, imprenditore del settore edilizio, immobiliare e della ristorazione, nonchè Presidente, per la Calabria, dell’A.N.C.E. - Associazione Nazionale Costruttori Edili - (indagato per associazione mafiosa e destinatario della misura cautelare della custodia in carcere); Giuseppe Putortì, avvocato penalista (indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari); Giuseppe Demetrio Tortorella, medico odontoiatra, assessore all’Urbanistica negli anni '90 al comune di Reggio Calabria (indagato per associazione mafiosa, estorsione e turbata libertà degli incanti, con l’aggravante - per questi ultimi due delitti - di aver commesso il fatto da parte di soggetto appartenente alla cosca di 'ndrangheta Libri, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari).

Infine vi sono i due accusati in concorso con Sebi Romeo, anche per loro due il coinvolgimento è relativo alla sola ipotesi di tentata corruzione e non riguarda il resto dell’indagine principale: Francesco Romeo, Maresciallo della Guardia di Finanza (indagato per tentata corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio in concorso e destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari); Concetto Laganà, segretario del Partito Democratico di Melito di Porto Salvo (indagato per tentata corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio in concorso e destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari).

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