Giovedì, 03 Dicembre 2020
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"Tritolo per far esplodere un palazzo" in un casolare a Rosario Valanidi: un arresto

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Parte dell'esplosivo sequestrato

Un arsenale da guerra in casa e sulle spalle una condanna per aver favorito la latitanza di un boss di ‘ndrangheta. È finito in carcere Domenico Gattuso, 47 anni, arrestato dai carabinieri della compagnia di Reggio Calabria.

Ficarra era già stato condannato per favoreggiamento della latitanza di Vincenzo Ficara, noto esponente dell’omonima cosca, catturato in provincia di Macerata nel giugno del 2006.

In particolare, i militari, durante un controllo alle zone rurali del capoluogo reggino, hanno deciso di perquisire un casolare di Rosario Valanidi, dove hanno trovato un arsenale da guerra: una pistola con matricola punzonata, una doppietta, con canne e calciolo tagliati, due fucili a pompa con segni distintivi abrasi, una mitraglietta di fabbricazione artigianale calibro 9, un fucile semiautomatico calibro 12 con  matricola punzonata, un fucile senza marca calibro 32, oltre 3.500 cartucce di vario calibro.

Ma è all’interno di alcuni contenitori di plastica, che all’esterno sembravano innocui bidoni e tubi che i carabinieri e gli specialisti dei Cacciatori di Calabria hanno effettuato il ritrovamento più eclatante: una bomba a mano, due chili di tritolo, un chilo di plastico, 1 chilo di polvere da sparo e diverse divise appartenenti ai vigili del fuoco.

L’esplosivo, ad alto potenziale, per tipologia e quantitativo, è idoneo a distruggere un intero palazzo, potendo causare danni ingenti alle abitazioni circostanti. Il tritolo e il plastico ritrovato, infatti, sono esplosivi di tipo militare, non reperibili in commercio, mentre la bomba a mano ritrovata dai militari dell’arma, proveniente dall’ex Jugoslavia, conferma la capacità della criminalità reggina di approvvigionamento di armi micidiali su canali internazionali.

“La sicurezza dei cittadini – si legge in una nota dei carabinieri -, viene messa sempre al centro dell’azione dei carabinieri, per questo, grazie anche al corpo speciale del Cacciatori Calabria, orienta la propria attività di prevenzione a garantire la sicurezza della cittadinanza di tutta la provincia reggina, soprattutto nelle zone rurali aspromontane, attraverso la propria macchina molecolare, composta da oltre 90 stazioni sul territorio e reparti radiomobili di pronto intervento”.

© Riproduzione riservata

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