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Noleggiano un veliero per trasportare immigranti in Italia, fermati due ucraini a Reggio

Avevano noleggiato in Sicilia un veliero e si stavano dirigendo sulle coste turche per prelevare clandestini da riportare illegalmente in Italia. Fermati a Reggio Calabria dalla Polizia di Stato due cittadini ucraini considerati appartenenti ad un’organizzazione criminale transnazionale dedita al traffico di migranti.

Il fermo indiziato di delitto è stato disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri sulla base delle indagini condotte dagli investigatori della Polizia di Stato. I due ucraini sono considerati appartenenti a un’organizzazione criminale transnazionale dedita al traffico di migranti.

Il provvedimento pre-cautelare è stato eseguito dagli agenti della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, coordinati dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e dal sostituto procuratore della Dda di Reggio, Sara Amerio.

Le indagini hanno avuto origine da un intervento in mare della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria che ha prestato soccorso ad un veliero di circa 15 metri al largo delle coste di Pellaro, con solo due cittadini extracomunitari a bordo. Date le avverse condizioni meteo che hanno interessato in quei giorni la provincia di Reggio Calabria, il natante veniva quindi scortato e messo al riparo nel porto cittadino, in attesa di favorevoli condizioni per la navigazione.

Ricevuta la notizia del soccorso e considerando quantomeno fuori dal comune la presenza di una barca a vela condotta da due stranieri di nazionalità ucraina in questo periodo dell’anno, gli investigatori della Squadra Mobile reggina e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, sotto il coordinamento della locale Direzione Distrettuale Antimafia,hanno ritenuto necessario approfondire la vicenda.

Le indagini hanno consentito di appurare che i due stranieri, dopo aver attraversato la frontiera terrestre dalla Polonia, erano giunti a Catania e poi in provincia di Messina, dove avevano noleggiato il veliero al costo di 3.800 euro. Non solo: è emerso che i due avevano già fatto numerosi viaggi tra i Paesi del Mediterraneo a bordo di imbarcazioni ed erano già stati destinatari di provvedimenti di respingimento alla frontiera. Inoltre, uno dei due (P.O. classe ’48) risultava già condannato in Italia per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, nonché colpito da provvedimento di espulsione con divieto di reingresso per la durata di 5 anni; motivo per il quale - nell’immediatezza - è stato anche tratto in arresto in flagranza di reato.

Tutti questi elementi hanno contribuito a fornire un quadro indiziario solido che ha portato la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, in considerazione anche del concreto pericolo di fuga dei due stranieri, ad emettere un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, ritenendo entrambi organici ad un’organizzazione criminale transnazionale dedita al traffico di migranti e ritenendo che i due, nell’occasione, ne stessero proprio organizzando il trasporto dalle coste della Turchia fino all’Italia.

Gli agenti della Squadra Mobile reggina e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato hanno quindi associato i due stranieri presso la Casa Circondariale di Arghillà (RC), ove i due permarranno in considerazione della convalida del fermo e della contestuale ordinanza di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Reggio Calabria.

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