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CASSAZIONE

Reggio, l'ex comandante del Ros Valerio Giardina assolto dall'accusa di falsa testimonianza

Valerio Giardina, Reggio, Calabria, Cronaca
Valerio Giardina

La Corte di Cassazione ha assolto l’ex comandante del Ros dei carabinieri di Reggio Calabria, Valerio Giardina, autore della cattura del boss della 'ndrangheta Pasquale Condello detto «il supremo», dall’accusa di falsa testimonianza contestatagli su iniziativa dell’ex procuratore della città dello Stretto Giuseppe Pignatone e dal sostituto Beatrice Ronchi.

L’accusa si riferiva alle vicende legate alla cattura di Condello e, in particolare, sul presunto ruolo avuto nell’indagine dal collaboratore di giustizia Antonino Lo Giudice. Due anni fa, nei confronti dell’alto ufficiale dell’Arma, la Procura della Repubblica, rappresentata dall’ex procuratore capo Federico Cafiero de Raho e da Gaetano Paci, aveva chiesto la riqualificazione dell’ipotesi di reato originaria chiedendo il rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.

Valerio Giardina, in primo grado, era stato condannato a venti mesi di reclusione, decisione ribaltata in secondo grado in Corte d’Appello con un’assoluzione. Valerio Giardina era difeso dall’avv. Francesco Gambardella. Nella vicenda era stato anche coinvolto il maggiore dei carabinieri Gerardo Lardieri, attuale dirigente della sezione di polizia giudiziaria presso la Procura di Catanzaro.

Lardieri, allora capitano e braccio destro di Valerio Giardina, era stato assolto già in primo grado a Reggio Calabria.
Anche Lardieri era stato accusato dalla procura reggina di falsa testimonianza relativamente alla cattura del boss Pasquale Condello, avvenuta a Pellaro, nella periferia sud di Reggio Calabria nel febbraio 2008, «senza l’ausilio di confidenti e sulla base di attività puramente tecniche».

Concludendo la sua requisitoria nel processo 'Meta' a carico delle cosche della 'ndrangheta di Reggio Calabria il 17 marzo 2014, il procuratore aggiunto della Dda, Giuseppe Lombardo, affermò che «a due carabinieri, Valerio Giardina e Gerardo Lardieri, questa città dovrà sempre dire grazie».

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