Domenica, 19 Settembre 2021
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INTER NOS

L’Asp di Reggio Calabria divorata e affondata da se stessa

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Le irregolarità non solo nei conti ma anche nel settore dei servizi e degli appalti. Il sistema interno è “malato” e in questo disordine proliferano le ingerenze criminali

Lo spaccato inquietante che emerge dall’inchiesta “Inter nos” apre anche evidenti e prolungati problemi nel settore burocratico dell’Azienda sanitaria provinciale reggina.

Il “buco nero”

Non solo le finanze ma anche gli appalti e le gare dell’Asp sono un vero rebus. «Le odierne investigazioni - si legge nelle carte dell’inchiesta della Dda - i cui esiti sono di allarmante, autoevidente portata, costituiscono lo sviluppo logico e cronologico di spunti investigativi del passato, in cui si erano già delineati i contorni, sia pure sfumati, degli appetiti e dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata reggina nella sanità pubblica, attraverso il condizionamento delle scelte, imposizione nella assunzione di persone di fiducia e l'indebito conseguimento delle risorse destinate al settore».

Le censure dell’Anac

L’Autorità nazionale Anticorruzione ha istituito una commissione d’indagine sull’attività dell’Asp alla luce delle reiterate anomalie riscontrate nelle informazioni relative agli appalti. Quello che è venuto fuori è che i territori delle soppresse ex Asl di Palmi e Locri rappresentano isole autonome. «Gli elenchi delle gare trasmessi dalla Azienda non hanno consentito di ricostruire compiutamente la cronologia relativa allo svolgimento di tali servizi nei tre ambiti territoriali di riferimento, connotati, comunque da proroghe e affidamenti diretti. Con particolare riferimento agli ambiti territoriali di Locri e Palmi, gli elenchi riportano i relativi atti fino all’anno 2010. Non è dato conseguentemente sapere da chi siano stati svolti tali servizi fino al 2016».

Burocrazia “malata”

Nel corso della conferenza stampa dell’operazione “Inter nos” i pubblici ministeri hanno fatto riferimento al doppio scioglimento della direzione generale dell’Azienda sanitaria per infiltrazioni della criminalità organizzata. Un segnale che qualcosa in questi provvedimenti non è tornato e soprattutto le due commissioni straordinarie - nonostante gli ampi poteri conferitegli - non sono riuscite a scalfire determinati meccanismi. E quindi torna di attualità il problema di una burocrazia “malata” che di fatto gestisce le operazioni e guida tutti gli uffici. Senza un cambio nelle dirigenze delle postazioni chiavi dell’ente i problemi resteranno tali e quindi non ci sarà il risanamento dell’Azienda da tutti auspicato ma da nessuno attuato veramente per molteplici motivi.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud – Reggio Calabria

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