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L'INDAGINE

Inchiesta-scandalo Università di Reggio, c'è la figlia di Nicola Adamo ed Enza Bruno Bossio

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All’Università “Mediterranea” erano in tanti, professori o ricercatori che fossero, ad essere al corrente che tra i beneficiari del sistema Catanoso, la gestione del potentissimo Rettore pro tempore, ci sarebbe stata anche Rita Elvira Adamo, 32enne di Cosenza, figlia di Nicola Adamo, «politico e vicepresidente della Regione Calabria nel periodo 2005/2009» e della parlamentare Enza Bruno Bossio. Anche Rita Elvira Adamo è tra i 52 indagati dell’inchiesta “Magnifica” che ha sconvolto l'Università di Reggio Calabria tra concorsi pilotati e utilizzo a fini personali delle carte di credito dell’Ateneo. Il concorso che superò è tra i capi di imputazione: «Candidata segnalata dal Catanoso, collocatasi dapprima al nono posto senza borsa e, a seguito della rinuncia della Presta, all'ottavo posto con borsa di studio dell'Ateneo». Che avrebbe goduto di una corsia preferenziale oltre ai chiacchiericci ci sono all’esame degli inquirenti delle intercettazioni di particolare valore. Come quella tra la ricercatrice Consuelo Nava e il direttore di Dipartimento, Adolfo Santini, in cui la prima manifesta tutt’altro che stima professionale per la giovane collega: «Poi ti dico anche un’altra cosa che tu lo sappia perché ... diciamo c'è critica su questo, anche al dottorato... allora anche questa convenzione che lei sta facendo con l'università... la fa con la figlia, con la dottoranda che loro hanno portato che è “scecca” (non preparata)».
Che la candidata Adamo junior fosse tra i predestinati gli inquirenti lo ricavano da un’intercettazione ambientale (del 10 settembre 2018) tra il dominus Pasquale Catanoso e il direttore Ottavio Amaro da cui emerge un trattamento di particolare favore, inerente «la mancata allegazione della documentazione necessaria alla domanda di partecipazione alla selezione per il dottorato in architettura». Mancava quel documento - «una dimenticanza del padre» giustifica il Rettore - che non sarebbe un problema. Annotano gli investigatori della Guardia di Finanza: «Il rettore ritiene possa porsi rimedio al problema con il “soccorso istruttorio” alludendo ad un’integrazione successiva e all'adozione di un provvedimento dell'Amaro in qualità di direttore generale».
Tra i beneficiari di Pasquale Catanoso anche Ida Giulia Presta, 29enne cosentina, figlia della professoressa Aurelia Sole, 65 anni di Cosenza, all'epoca dei fatti rettrice dell'Università della Basilicata. Entrambe sono indagate nell'inchiesta “Magnifica”. Anche la Presta è «candidata segnalata dal Catanoso», sottolineando «l’utilità consistente nel mantenimento di stretti legami con gli altri Atenei, tra cui quello della Basilicata, funzionali all'ottenimento di vantaggi ed opportunità, anche lecite».
Il Gip chiosa: «La collocazione tra i posti utili è stata determinata dalla segnalazione del Catanoso, che l'ha indicata come candidata che doveva avere accesso al dottorato, risultato, questo, raggiunto malgrado la mostrata incompetenza alle prove scritte e orali da parte della favorita. Dal contenuto della conversazione emerge la necessità per il Catanoso che la figlia della Rettrice, abbia un contatto con lui presso l'Ateneo reggino o a Roma con il prof Neri».

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