Non lascia margini d’interpretazione l’ultima relazione dell’Aterp, frutto di un sopralluogo dello scorso 29 gennaio: c’è «un preoccupante aggravamento delle già presenti condizioni di aleatorietà di tutti gli impianti oltre che dal punto di vista formale, anche, e principalmente, dal punto di vista della sicurezza, della salubrità e vivibilità degli alloggi, non esistendo, tra l’altro, ad oggi, nessun allaccio alle reti idriche, fognarie ed elettriche nonché allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani con le inevitabili conseguenze». Condizioni, di fatto, da favela brasiliana nelle 110 case popolari del comparto 6 di Arghillà, popoloso quartiere reggino che desta particolari preoccupazioni sul fronte della sicurezza. L'articolo completo è disponibile sull'edizione cartacea e digitale