Mercoledì, 17 Luglio 2019
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Falsi sindacati per raggirare l'Inps di Reggio, 5 degli 11 arrestati coinvolti in una truffa uguale - Nomi e foto

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«Nonostante il sequestro avevano continuato a delinquere: al posto dei Caf creavano associazioni sindacali fittizie per truffare l’Inps».

Così il procuratore capo di Palmi, Otttavio Sferlazza, ha voluto sottolineare come la presunta associazione a delinquere, capeggiata da Giuseppe Carbone aveva continuato a compiere truffe, sebbene i suoi membri sapessero che da tempo erano sotto stretta sorveglianza da parte della magistratura e della guardia di finanza.

Cinque delle undici persone finite in carcere ieri accusate di aver truffato il sistema di previdenza, infatti, erano state già coinvolte nell’inchiesta del 2013 che aveva portato, nello scorso ottobre, al sequestro di beni da 4 milioni di euro. Oltre a Carbone, in quella tranche di inchiesta erano stati coinvolti anche Salvatore Calabria, Francesco Lovecchio, Alessandro Taverna e Claudio Castaldo.

Nel vano tentativo di eludere le indagini e di sottrarsi alle proprie responsabilità, a seguito di atti ispettivi eseguiti da personale dell’Inps o di attività di controllo poste in essere dai militari della guardia di finanza, alcuni indagati avrebbero addirittura simulato di interloquire direttamente con Elena Ghimpu, persona “creata” dal gruppo Carbone per fregare l’Inps.

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