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Reggio Calabria, primo giorno di scuole chiuse. La Princi: "Così si pregiudica il diritto all’apprendimento"

“E’ triste vedere gli studenti calabresi ancora una volta pregiudicati nel loro diritto all’istruzione. E’ triste riconoscere che la Calabria, sebbene sia in zona gialla e con una bassa incidenza nel numero dei contagi, ancora una volta veda chiudere le proprie scuole”. Sono le parole di Giusi Princi, dirigente del liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Reggio Calabria nel giorno della festa delle donne, lunedì 8 marzo, giorno che coincide con il primo dei quindici giorni di pausa forzata tra i banchi di scuola fortemente propugnata dal presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì.

“Sono solamente 36 i giorni in cui i nostri studenti hanno praticato la didattica in presenza. In questo modo si pregiudica il diritto all’apprendimento, alla socialità dei nostri ragazzi. Con queste scelte andremo a determinare negli anni delle sacche di povertà culturale incredibili con una disparità di trattamento rispetto ad altre parti d’Italia. C’è molta amarezza anche da parte degli studenti perché come scuola abbiamo lavorato tanto per mettere in sicurezza il nostro personale ed i nostri ragazzi. C’è amarezza perché le istituzioni in un anno poco o nulla hanno fatto rispetto al piano dei trasporti e dei tamponi”.

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