Domenica, 29 Maggio 2022
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Piazza De Nava a Reggio e il rischio di un cantiere infinito, Vitale: "Un grande pasticcio" VIDEO

Sebbene ormai la decisione sia stata ampiamente maturata e l'appalto dei lavori già aggiudicato , non si spengono i riflettori sul presente ed il futuro di Piazza De Nava a Reggio Calabria. Uno dei luoghi maggiormente identitari della città, a due passi dal Museo Archeologico, sarà, come noto, oggetto di restauro da parte della Sovrintendenza. Una questione sulla quale si è aperto un ampio dibattito nel corso di quest'ultimi anni e mesi e che ha visto in prima linea la Fondazione Mediterranea, presieduta da Enzo Vitale, opporsi al progetto di restauro.

"La piazza - racconta ai nostri microfoni Vitale - è uno dei simboli della ricostruzione reggina dopo il terremoto del 1908 e su questa piazza insistono contemporaneamente ben tre stili architettonici. In primo luogo lo stile umbertino eclettico della seconda metà dell'800. La piazza è stata costruita dopo il 1908, ma si risentiva di quell'impostazione culturale, l'impostazione classica della piazza italiana con la statua al centro. Dopodichè nel basamento della statua, oltre al bassorilievo tipico dell'autore Jerace, abbiamo delle fontane laterali che sono il classico stile liberty tipico della ricostruzione reggina di quel periodo. A questo dobbiamo aggiungere una chicca architettonica presente in questa piazza costituita dalla cintura della piazza fatta da una serie di pilastrini tenuti insieme da dei tubi di materiale ferroso che è il classico stile razionalista italiano del ventennio. Ora, sono questa caratteristiche che danno importanza alla piazza, questo insieme che il reggino non vuole perdere. Il progetto di ristrutturazione, ma che in effetti non è se non una totale demolizione (presente peraltro nelle carte del progetto), è la demolizione dell'esistente e la sua sostituzione con dei disegni modernisti che non hanno nessun rapporto culturale, nè identitario con la città e con la sua storia. E' una cosa perfettamente moderna, piatta, scialba, senza nessun colpo d'ala".

Il timore

"I lavori partiranno purtroppo. Viene meno l'articolazione dello Stato: non si tutela, non si conserva e restaura l'esistente. Non hanno fatto nulla di tutto ciò, tant'è che questo progetto è partito all'interno della Sovrintendenza. Una cosa gravissima, unico esempio in Italia di demolizione di un manufatto storico della città ad opera di un'articolazione dello Stato che dovrebbe tutelare e proteggere l'esistente. Il pericolo di un cantiere infinito è concreto. C'è un procedimento penale in atto aperto dalla Procura di Reggio Calabria: l'interesse della Procura si basa sul fatto che per un progetto di restauro conservativo presentato dal Comune dieci anni fa, la Sovrintendenza ha posto tanti di quei vincoli, soprattutto perchè è insorta la presenza di una necropoli che appena si inizia a scavare i lavori si bloccano come accade molto spesso. Il Comune ha dovuto fare marcia indietro, ma ora su un progetto interno alla Sovrintendenza tutti questi vincoli scompaiono come neve al sole. Quest'inversione di 180 gradi nel giudizio della Sovrintendenza, questa ondivaghezza comportamentale è stato oggetto della Procura. Ammesso che il procedimento penale vada avanti, il rischio concreto è che i lavori si fermino chissà fino a quando e Reggio perderà la piazza storica. Insomma, un grandissimo pasticcio di cui l'unica responsabilità concreta storicamente accertata e documentata è quella della Sovrintendenza di Reggio".

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