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Nichi Vendola tra
sogno e concretezza

vendola, Reggio, Archivio
vendola a reggio

«Mi rimproverano di essere un sognatore. Allora io stasera vi sorprenderò puntando sulla concretezza. Certo, non aspettatevi che parli di Casini. A tutto c’è un limite». Nichi Vendola arriva trafelato da Rosarno, prima tappa del suo tour calabrese verso le primarie del centrosinistra, e appena mette piede sul palco in Piazza Camagna mette subito le mani avanti: «Vi dimostrerò che sono anche un esperto di tombini e rete fognante». Manterrà la promessa, ma prima il suo pensiero corre allo stato in cui versa Reggio:
«Quando ho saputo dello scioglimento del consiglio comunale ho provato una grande tristezza e mi sono ricordato di Italo Falcomatà, un grande uomo che aveva ridato
dignità alla sua Reggio». Ma, al tempo stesso, non gli sfugge la dimensione del fenomeno mafioso: «Sia chiaro, comunque, che queste organizzazioni criminali hanno raggiunto livelli di condizionamento che destano preoccupazione anche in altre aree del Paese, come la Lombardia».

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