Martedì, 18 Settembre 2018
PROCESSO META

«Condello per noi
è come Mario Monti»

condello, Reggio, Calabria, Archivio
pasquale condello

«Pasquale Condello come Mario Monti». Secondo il collaboratore di giustizia Consolato Villani, il ruolo che “Il Supremo” ricopriva nelle dinamiche della ’ndrangheta a Reggio Calabria era talmente apicale da essere paragonato a quello del presidente del Consiglio dei ministri. Un parallelismo, sicuramente irriverente per il premier italiano, indicato dal pentito per mettere in risalto la forza, la saggezza e la leadership di cui godeva il boss di Archi. Sul conto di Pasquale Condello, Consolato Villani consegna un profilo da vertice assoluto: «Era il numero uno della ’ndrangheta, un gradino al di sopra di tutti. Quando dava un ordine, non a me, ma a Nino Lo Giudice che era il suo referente a Santa Caterina sicuramente bisognava eseguire e basta».

L’inchiesta
Consolato Villani i r r o mpe nelle cronache perchè è l’autore, in tandem con Giuseppe Calabrò (altro collaboratore di giustizia) per l’omicidio dei carabinieri Antonio Fava
e Giuseppe Garafolo. Una pagina orribile che lo stesso pentito ripercorre seppure sinteticamente nel corso della testimonianza resa ieri nell’ambito del processo “Meta”. Il pm Lombardo lo frena subito, facendo trapelare l’avvio di un’i nchiesta parallela sull’a gguato che ha tolto la vita adi due carabinieri. Consolato Villani si limita ad affermare: «Era stata un’azione programmata. Io ero alla guida e Giuseppe Calabrò sparò con un M12».

© Riproduzione riservata

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