Mercoledì, 26 Settembre 2018
REGGIO

Due ore di pioggia
e grandine,
città in tilt

di

Un temporale, violento ma non particolarmente prolungato (poco più di due ore di pioggia e grandine), et voilà: la città va in tilt. E questo accade puntualmente nell’arco dell’ultimo decennio: nel 2000, 2004, di nuovo nel 2006, fino all’apice toccato nel settembre 2009 quando circa un’ora di nubifragio fece “totalizzare” sul territorio urbano ben 7 milioni di danni! D’altra parte, parlare di “rischio idrogeologico” diventa attuale solo quando i danni sono tali da invocare, poi, il riconoscimento dello stato di calamità. Per non parlare di quando ci “scappa il morto”, come avvenuto nel non troppo lontano marzo 2011: a perdere la vita era stato Antonio Laganà, 68 anni, pensionato che viveva ad Arghillà, che mentre era a bordo della sua utilitaria nella zona di Pettogallico venne travolto da una colata di fango che lo trascinò giù in un burrone senza lasciargli scampo. L’attività dei vigili urbani non è stata particolarmente frenetica, certo le chiamate che sollecitavano interventi non sono mancate – soprattutto dalla zona Sud, visto che le strade intorno al perimetro dello stadio comunale si sono trasformate in altrettanti canali veneziani – ma non in numero tale da assumere i connotati dell’emergenza. Qualche disagio in più l’ha sofferto chi si è trovato a transitare lungo via Cardinale Portanova: acqua, fango e detriti l’hanno resa una trappola per  alcune vetture, uscite dall’impasse solo grazie all’intervento del carroattrezzi. Inutile dire che la violenza delle precipitazioni ha trascinato con sè i rifiuti che, di nuovo, giacciono in terra, sommando problema a problema. Ad ogni modo, che il territorio urbano abbia assolutamente bisogno di manutenzione - e possibilmente “ordinaria”, ovvero costante, assai meno costosa e disagevole degli interventi straordinari poiché dettati dalle “urgenze” - è un dato di fatto che di certo non sfugge ai competenti settori del Comune. Tanto è vero che proprio avant’ieri sono stati aggiudicati in via definitiva (all’Ati Siclari- Marrara) i lavori per “rifacimento tratti di pavimentazione stradali compresi marciapiedi e opere annesse, comprese le reti sottostanti, per la riconsegna dell’attività manutentiva ordinaria nelle ex circoscrizioni n. 5, 6, 7, 11, 12, 13, 14 e 15”. E se la maggior parte dei lavori è, tutto sommato, di non difficile esecuzione, ben altro discorso merita lo svincolo di San Leo, sulla Statale 106, rimasto ieri chiuso al transito, in entrambe le direzioni, a causa di un allagamento, con deviazioni segnalate in loco. Il personale dell'Anas è stato impegnato sul posto sino al primo pomeriggio, onde «ripristinare la circolazione il prima possibile e in piena sicurezza per gli utenti ». La foto pubblicata qui accanto non è di ieri mattina: risale infatti al 16 gennaio scorso. E ogni volta, immaginiamo, ai progettisti dell’opera giungeranno copiose “benedizioni” dai numerosissimi automobilisti che da San Leo devono transitare ogni giorno. Un’altra accorata segnalazione riguarda la zona Nord. Il presidente dell’associazione “Incontriamoci sempre”, Pino Strati, si rivolge al commissario prefettizio Panico e al prefetto Piscitelli «affinché s’intervenga per la manutenzione del viadotto di Santa Caterina». «Dopo ogni pioggia il viadotto si allaga – osserva Strati –, con conseguenze pericolose per gli automobilisti in transito, mentre le caditoie da cui defluiscono le acque piovane sono otturate; nella parte sottostante del viadotto vi è la stazione ferroviaria, la cui struttura si sta pericolosamente sbriciolando per la caduta di pezzi di cemento deteriorati dal tempo, i pluviali sono quasi tutti rotti, con conseguenze che lasciamo immaginare durante ogni temporale. Essendo la stazione di Santa Caterina frequentata da tanti pendolari che usufruiscono del servizio metropolitano, urge garantire la sicurezza e l'incolumità degli stessi con un intervento manutentivo. Al dott. Panico chiediamo d’intervenire per l’invio dei tecnici del Comune a verificare quanto da noi denunciato e segnalatoci da tantissimi cittadini ». La “fotografia” del territorio è questa e purtroppo non esiste un photoshop in grado di migliorarla con alcuni semplici click. Chi di dovere provveda per tempo... perché Giove Pluvio non avverte prima di scatenarsi nuovamente.

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