Giovedì, 27 Febbraio 2020
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Quegli alloggi dimenticati sul viale Europa

alloggi popolari, Reggio, Archivio

Scegliere tra il diritto all’alloggio e la salute dei sui bambini. Un bivio davanti al quale la giovane Angelica non ha avuto dubbi, ha scelto i suoi figli, costretta rinunciare alla casa popolare pur di garantire loro l’opportunità di sperare in una vita normale. Eppure con un po’ di buona volontà forse non ci sarebbe bisogno di dover sacrificare il diritto alla casa popolare, forse il Comune dando seguito alla richiesta di cambio alloggio inoltrata nel 2005, potrebbe anche venire incontro alle esigenze di questa giovane e tenace mamma. 
Mentre il Comune lamenta una perenne carenza di alloggi, altri immobili attendono da anni di essere ultimati. Un esempio? I ruderi del Viale Europa, quelli vicino al Morelli, disposti lato monte. In quella struttura che certo non contribuisce a portare il decoro nell’area si potrebbero ricavare una quarantina di alloggi. Un regalo prezioso per una città in cui si attende anche decenni per l’assegnazione legittima di una casa popolare. Ma è tutto fermo. Per quegli scheletri di mattoni e cemento l’Aterp aveva pensato nel 2010 a dei progetti innovativi ad alto contenuto tecnologico. Un progetto che aveva partecipato anche al concorso nazionale di architettura “Premio Palmarès Progetti Innovativi”. Ma le soluzioni tanto apprezzate (legate ai temi del risparmio idrico e al riutilizzo delle acque meteoriche per l'alimentazione degli scarichi dei servizi, l'irrigazione del verde condominiale, senza tralasciare i sistemi per migliorare le risposte delle strutture in caso di eventi sismici e l'utilizzo degli impianti fotovoltaici) rimangono chiuse in un cassetto pare che la Regione non abbia mai proceduto ad accendere il mutuo necessario per ultimare i lavori.
E intanto mentre le istituzioni temporeggiano Angelica e tanti altri cittadini che vivono nel disagio si devono arrangiare come possono. 

Scegliere tra il diritto all’alloggio e la salute dei sui bambini. Un bivio davanti al quale la giovane Angelica non ha avuto dubbi, ha scelto i suoi figli, costretta rinunciare alla casa popolare pur di garantire loro l’opportunità di sperare in una vita normale. Eppure con un po’ di buona volontà forse non ci sarebbe bisogno di dover sacrificare il diritto alla casa popolare, forse il Comune dando seguito alla richiesta di cambio alloggio inoltrata nel 2005, potrebbe anche venire incontro alle esigenze di questa giovane e tenace mamma. Mentre il Comune lamenta una perenne carenza di alloggi, altri immobili attendono da anni di essere ultimati. Un esempio? I ruderi del Viale Europa, quelli vicino al Morelli, disposti lato monte. In quella struttura che certo non contribuisce a portare il decoro nell’area si potrebbero ricavare una quarantina di alloggi. Un regalo prezioso per una città in cui si attende anche decenni per l’assegnazione legittima di una casa popolare. Ma è tutto fermo. Per quegli scheletri di mattoni e cemento l’Aterp aveva pensato nel 2010 a dei progetti innovativi ad alto contenuto tecnologico. Un progetto che aveva partecipato anche al concorso nazionale di architettura “Premio Palmarès Progetti Innovativi”. Ma le soluzioni tanto apprezzate (legate ai temi del risparmio idrico e al riutilizzo delle acque meteoriche per l'alimentazione degli scarichi dei servizi, l'irrigazione del verde condominiale, senza tralasciare i sistemi per migliorare le risposte delle strutture in caso di eventi sismici e l'utilizzo degli impianti fotovoltaici) rimangono chiuse in un cassetto pare che la Regione non abbia mai proceduto ad accendere il mutuo necessario per ultimare i lavori.E intanto mentre le istituzioni temporeggiano Angelica e tanti altri cittadini che vivono nel disagio si devono arrangiare come possono. 

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