Venerdì, 21 Settembre 2018
REGGIO

Voleva dimagrire ma
ha trovato la morte

di
buontempone, Reggio, Calabria, Archivio

Voleva dimagrire. Intendeva cambiare vita ma purtroppo ha trovato l’appuntamento con la morte. È una tragedia immane quella che ha colpito una giovane donna di 43 anni, oppressa di chili di troppo (oltre 140), deceduta a Roma il 4 aprile scorso dopo un'agonia atroce di oltre dieci giorni partita dalla clinica “Villa Sant’Anna” con sede a Reggio Calabria in convenzione con l'Azienda Sanitaria Provinciale reggina e la Regione. Immacolata Buontempone, 43enne, aveva deciso di perdere una volta per tutta quei chili che le creavano problemi, per questo aveva deciso di rivolgersi alla struttura sanitaria per iniziare una nuova vita. Aveva tentato di perdere peso in tutti i modi: diete continue che non avevano sortito effetti; poi la decisione di passare al “palloncino”. Oggi, però, alle 15 si celebreranno i suoi funerali. La salma giungerà da Roma, dove la donna è deceduta il 4 aprile scorso. E a Roma i familiari hanno formalizzato una denuncia-querela ipotizzando un presunto errore di malasanità. Una vicenda incredibile: la donna viene ricoverata il 23 marzo scorso nella clinica Sant’Anna al fine di essere sottoposta a un intervento (anche se non si tratta tecnicamente di un vero e proprio intervento chirurgico) per il posizionamento di una bolla gastrica (il classico palloncino). L’operazione, tutta in via endoscopica, avrebbe dovuto concludersi nel giro di pochi minuti. Ma succede qualcosa di imprevedibile, tanto che la donna veniva trasferita in sala lastre per effettuare degli accertamenti. Il motivo? Una lacerazione dell'esofago. I sanitari e i medici della clinica decidevano per il trasporto della paziente presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria per una tac. Intanto le condizioni della Buontempone, secondo il contenuto della denuncia presentata dai familiari, erano gravi in quanto appariva molto scura in viso, gonfia e con respiro molto affannato, ma a causa della mancanza di posti letto disponibili, arrivava il rifiuto del ricovero prima presso il nosocomio di Reggio Calabria e poi presso quello di Catanzaro. La lacerazione dell’esofago aveva anche provocato un collasso polmonare e già nella clinica era stato praticato un drenaggio polmonare. Insomma un quadro clinico preoccupante che spingeva i medici operanti a “Villa Sant'Anna” di rivolgersi prima senza successo all'ospedale “Forlanini” e successivamente al Policlinico Umberto I di Roma. Dalla stessa clinica reggina, quindi, veniva contattata la Prefettura di Reggio Calabria che ha metteva a disposizione un aereo militare per il trasporto d'urgenza nella Capitale. Siamo al 24 marzo: appena arrivati a Roma ai familiari, sempre secondo quanto si legge nella denuncia presentata il 4 aprile, viene prospettata la gravità della situazione. I medici del “Policlinico Umberto I” giudicavano «molto gravi» le condizioni della donna a causa di una lesione dell’e s ofago, di una lunghezza presuntiva di circa 8 centimetri. Il giorno successivo (25 marzo) la donna veniva sottoposta a un nuovo intervento per la ricostruzione dell’e s o f ago al fine di tamponare la lacerazione. Ma le speranze di un miglioramento si sono rivelate vane anche a causa di una sopraggiunta grave forma di infezione “mediastinite” che colpisce proprio l’esofago. La temperatura corporea continuava a denotare l’esistenza di un’infezione che non si riusciva a debellare. Si decideva, quindi, per un nuovo intervento avvenuto il 3 aprile, operazione tecnicamente riuscita ma che non portava poi miglioramenti di sorta. Il giorno seguente il decesso causato, come sostengono i parenti, da un collasso dei bronchi e dal cedimento del cuore. Momenti di agitazione e disperazione dai familiari si sono registrati nel Policlinico, tanto che subito dopo è stata sporta querela al commissariato di Polizia di San Lorenzo. La donna è stata sottoposta ad autopsia e ora i familiari invocano che sia fatta luce su quello che reputano un vero e proprio caso di malasanità. Immacolata Buontempone lascia 3 figli e una vita che sperava di cambiare con molti chili in meno. Un vero dramma per un’intera famiglia e per tutta la comunità reggina che perde una giovane donna, piena di vita.

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