Venerdì, 21 Settembre 2018
LOCRI

Tre Pm, tre ricorsi e due condanne. Pene ridotte ai cugini di Benestare

 

Non capita spesso che la pubblica accusa decida di promuovere tre appelli contro una sentenza di primo grado, con tre diverse conclusioni che vanno dall’aumento della pena, alla conferma della condanna di primo grado, fino alla richiesta di assoluzione. È avvenuto al processo d’appello contro due giovani cugini di Benestare, condannati in primo grado uno, M.M., a 5 anni e 2 mesi, l’altro, F.C., a 4 anni e 6 mesi per violenza sessuale ai danni di un minore. 
Dopo il deposito della sentenza, disposta dal Tribunale di Locri nell’aprile 2012, il pm d’udienza  Federico Nesso, – che aveva invece chiesto l’assoluzione degli imputati – reiterava le conclusioni favorevoli a un proscioglimento dei due cugini benestaresi in sede di appello alla sentenza di condanna. Dalla Procura di Locri, però, sono giunti presso la segreteria della Corte d’appello di Reggio Calabria altri motivi di gravame, riportanti la firma del pm Giuseppe Adornato, che da parte sua richiedeva ai giudici un aggravamento delle condanne, con la revoca delle attenuanti generiche con giudizio di prevalenza rispetto alle aggravanti contestate. 

Non capita spesso che la pubblica accusa decida di promuovere tre appelli contro una sentenza di primo grado, con tre diverse conclusioni che vanno dall’aumento della pena, alla conferma della condanna di primo grado, fino alla richiesta di assoluzione. È avvenuto al processo d’appello contro due giovani cugini di Benestare, condannati in primo grado uno, M.M., a 5 anni e 2 mesi, l’altro, F.C., a 4 anni e 6 mesi per violenza sessuale ai danni di un minore. Dopo il deposito della sentenza, disposta dal Tribunale di Locri nell’aprile 2012, il pm d’udienza  Federico Nesso, – che aveva invece chiesto l’assoluzione degli imputati – reiterava le conclusioni favorevoli a un proscioglimento dei due cugini benestaresi in sede di appello alla sentenza di condanna. Dalla Procura di Locri, però, sono giunti presso la segreteria della Corte d’appello di Reggio Calabria altri motivi di gravame, riportanti la firma del pm Giuseppe Adornato, che da parte sua richiedeva ai giudici un aggravamento delle condanne, con la revoca delle attenuanti generiche con giudizio di prevalenza rispetto alle aggravanti contestate. 

 

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