Sabato, 04 Luglio 2020
stampa
Dimensione testo

Archivio

Home Archivio Sequestro Passiatore, c’è un pentito?
BRANCALEONE

Sequestro Passiatore,
c’è un pentito?

mariangela passiatore, Reggio, Calabria, Archivio

Una nuova gola profonda della ‘ndrangheta che da alcune settimane sta collaborando con la Procura antimafia di Cosenza e con gli investigatori dei carabinieri e della polizia, nei giorni scorsi sarebbe stato scortato nella Locride. Sotto la massima protezione degli inquirenti, il dichiarante è stato accompagnato nella zona di Brancaleone, a visitare i luoghi che furono teatro del sequestro di Mariangela Passiatore. La donna, 44enne, moglie di Sergio Paoletti, industriale di Cinisello Balsamo in provincia di Milano, si trovava a trascorrere le vacanze estive nella villetta fatta costruire in contrada Caldara, quando la sera del 28 agosto 1977 venne rapita da cinque malviventi. Di lei non mai si è saputo più niente, nonostante l’anno successivo Paoletti avesse offerto 30 milioni di lire per avere notizie della moglie. Il nuovo collaboratore sarebbe venuto a conoscenza di vicende collegate a quel sequestro di persona di 36 anni fa, rimasto insoluto, a sua volta connesso con l’omicidio di Giulio Cotroneo, 45enne commerciante amico della famiglia Paoletti, nonché fratello del sindaco di Brancaleone, ucciso il 13 settembre del ‘77 a Bruzzano Zeffirio, forse per aver fatto troppe domande in giro, oppure aver tentato di mediare e aver riconosciuto i componenti del commando. Un doppio giallo sul quale il collaboratore di giustizia potrebbe aver appreso all’interno di un carcere direttamente da possibili protagonisti diretti o indiretti, che avrebbero confidato i retroscena di quelle tragiche vicende di 36 anni fa. Non è da escludere che il dichiarante, del quale non è stato fatto il nome, potrebbe aver appreso da una fonte sicura, magari un soggetto detenuto appartenente ad una famiglia di ‘ndrangheta della Locride, il luogo dove potrebbe essere stata sepolto il cadavere della donna, le cui tracce si sono fermate nel cimitero di Staiti, dove gli investigatori ritrovarono alcuni indumenti che la signora scomparsa indossava la sera del rapimento.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook