Lunedì, 08 Agosto 2022
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L'INCHINO AL BOSS

Il parroco di Oppido:
sarò al fianco
dei denunciati

"La processione ha sempre fatto lo stesso percorso, da decenni fa quel mezzo giro in prossimità di corso Piemonte, si faceva già molto prima che la famiglia Mazzagatti si trasferisse in quella strada". Don Benedetto Rustico, parroco di Oppido Mamertina, in un colloquio con la Stampa torna così sull'inchino al boss del paese.

 "Stamattina - continua il prete - sono andato al bar e il caffè me l'ha offerto una persona il cui figlio è in carcere. Secondo lei non avrei dovuto accettare o forse per questo sono un affiliato?". Spiega il suo concetto di chiesa militante: "in questo periodo piace molto il sacerdote che fa le manifestazioni, partecipa ai cortei, lancia slogan". 

"Io scelgo la strada del silenzio e della mediazione, nessuno in questi giorni ha detto che sono presidente di una cooperativa che si occupa di beni confiscati". "Per me - continua il sacerdote - la 'ndrangheta si combatte agendo sull'humus nel quale si sviluppa. Gli arresti non servono".

 L'attività della Direzione distrettuale antimafia? "Si criminalizza e basta. Tra i portatori della statua della Madonna che sono finiti sotto inchiesta c'è chi ha avuto un tumore e ha fatto un voto e c'è anche chi ha avuto problemi con la giustizia, ma la redenzione è per tutti". In caso di processo "saremo al fianco di questi ragazzi, ci costituiremo con loro non possiamo abbandonarli, perché non hanno fatto niente".

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