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REGGIO CALABRIA

Donazione “sospetta”, il Vescovo di Locri la restituisce

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Donazione “sospetta”, il Vescovo di Locri la restituisce

Reggio Calabria

Il donare ha anche una sua precisa dimensione etica che non può mai essere dimenticata o, peggio, ignorata. A monsignor Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace, è bastato davvero poco per riempire di contenuti concreti questo assunto, giusto il tempo di predisporre due bonifici bancari per restituire i 10mila euro che due società avevano donato come contributo per la ricostruzione del tetto della Chiesa di San Nicola, la Matrice di Bovalino, edificio profondamente “ferito” dall’alluvione che un anno fa ha colpito la Locride. Soldi ritenuti - dopo un rapido accertamento compiuto con il parroco e con il Consiglio per gli affari economici della stessa parrocchia - in qualche modo di dubbia provenienza, “sporchi”, magari legati all’economia illegale con l’incombente ombra di una ’ndrangheta “padrona” che si allunga ovunque. Così quella consistente donazione è tornata al punto di partenza. Un gesto concreto e al tempo stesso di grande valore simbolico. Un rifiuto che vuol lanciare un messaggio preciso.

«Non penso di aver fatto chissà che cosa - spiega monsignor Oliva -. La nostra è una Chiesa in cammino in un territorio con molte specificità, a tratti difficile. E in questo cammino vogliamo prestare attenzione a tutto ciò che ci sta intorno».

La Matrice di Bovalino il suo tetto l’ha intanto visto “rinascere”, anche senza quella consistente donazione grazie ai fondi dell’otto per mille e ad altre - certamente più modeste - donazioni fatte da tanti fedeli. Una Chiesa che, sulle orme del ministero di papa Francesco, predica attenzione agli ultimi, rifugge dalle ricchezze materiali, esorta a vivere concretamente la carità e la solidarietà anche in questo “pezzo” di Calabria riesce a dare importanti prove e dimostrazioni. «Mi piacerebbe che questo nostro gesto sia visto come un messaggio di vicinanza concreta ai poveri - ha proseguito il Vescovo Oliva -. Mai vendersi. Ecco, diciamo poveri sì ma liberi. È giusto che la Chiesa mostri distacco da tutto ciò che potrebbe influenzare o condizionare negativamente. La Chiesa, infatti, ha una missione precisa da portare avanti: dare sostegno e aiuto a chi più ne ha bisogno. Ed in questo dobbiamo lasciarci guidare dalla fede».

La notizia della donazione restituita ha fatto in breve il giro d’Italia. «Non pensavo, sinceramente che questo piccolo gesto potesse suscitare così tanta attenzione - ha concluso il Vescovo di Locri-Gerace -.. Spero che possa essere un segno che possa portare tutti ad avere sempre maggiore attenzione anche nei confronti di una “semplice” donazione. Infatti, se c’è il dubbio che possa essere equivoca, allora è giusto che il sacerdote e la chiesa che ne è destinataria si interroghi prima degli altri».

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