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San Luca, triste crepuscolo della democrazia

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San Luca, triste crepuscolo della democrazia

L’11 giugno, data scelta dal ministro degli Interni Marco Minniti per rinnovare i consigli comunali scaduti o sciolti per mafia, i sanluchesi se ne staranno tranquilli a casa. Alle ore 12 di ieri, sabato 13 maggio, all’ufficio elettorale guidato dal dipendente Vincenzo Frascà, non è stata presentata nessuna lista.

Un dato di fatto che avevamo anticipato nell’edizione di mercoledì 3 maggio, che ripropone in termini urgenti e inderogabili il problema ormai endemico della guida di uno dei maggiori comuni dell’entroterra jonico, ultimamente salito agli onori della ribalta e non della cronaca nera, perché nel rinnovato stadio comunale si è tenuta la partita di calcio della legalità tra la Nazionale cantanti e quella dei magistrati. Un occasione che sarebbe dovuta servita anche per far capire alla gente di San Luca che è giusto che il Comune torni ad essere amministrato dai suoi stessi cittadini, al fine di mettere in atto quel processo di rinnovamento socio-politico, del quale una comunità grande o piccola che sia non può non prescindere.

Ma i sanluchesi non hanno voluto sentir ragione, e per il terzo anno consecutivo, dopo due anni di commissione straordinaria, continueranno ad essere saranno guidati da un commissario prefettizio.

È davvero strana e complicata la storia politico-amministrativa del comune di San Luca di questi ultimi anni. Nel 2013 la gestione dell’ente fu affidata a una commissione straordinaria perché l’amministrazione guidata dal sindaco Sebastiano Giorgi, fu sciolta per infiltrazioni mafiose. Nella successiva tornata elettorale, le due liste scese in campo, furono bloccate a poco meno di una settimana dal voto. Nel 2015, l’unica lista presentata dal Movimento Liberi di Ricominciare, guidata dall’operaio forestale Giuseppe Trimboli, non riuscì a raggiungere il tanto sospirato quorum, mentre l’anno successivo, il 2016 non furono presentate liste, e il comune da due anni a questa parti è guidato da un dirigente della Prefettura di Reggio Calabria. Un commissario che, a differenza dei suoi predecessori, non solo ha lavorato bene e sta portando fuori dal pericolo del dissesto il comune, ma addirittura si è assicurato le simpatie dei sanluchesi, i quali a questo punto si augurano che sia ancora il dottor Gullì, originario di Messina, a traghettare verso lidi più tranquilli e sicuri il comune di San Luca.

Tutto il resto non conta, come non conta cercare di individuare chissà quali recondite ragioni di uno stato di fatto sul quale è chiaro che la società civile, ma anche e soprattutto la società politica, si devono interrogare se davvero si vuole sperare che in futuro non si verifichino simili scenari, e uno dei comuni più grandi e chiacchierati dell’entroterra jonico torni ad essere amministrato, come è giusto che sia, dai suoi stessi cittadini. A stare a sentire quei pochi che ancora hanno voglia di credere nella forza della politica, non bisogna essere dei geni per capire il perché di una scelta che è chiaro quanto affossi e vanifichi tutta la forza e la bellezza della democrazia. E tutti indicano nella famigerata legge n. 164 del 1991, meglio noto come legge Taurianova, i motivi di una scelta che tale sarà fino a quando la disciplina sullo scioglimento dei comuni non sarà riveduta e corretta.

Ma forse non va trascurato anche il fatto che a San Luca, nessuno ha più voglia di fare politica perché si ha poca fiducia negli interlocutori politici coi quali poi bisogna discutere e confrontarsi per tentare di risolvere i problemi della propria comunità; come non va trascurato il fatto che a San Luca non esiste una classe dirigente all’altezza, perché da anni le segreterie dei partiti hanno abbassato le saracinesche, compreso il Pd, il partito che quando si chiamava Pci gestiva nel bene e nel male le sorti del paese.

Ieri, alle 11,30 faceva davvero impressione l’ufficio elettorale ubicato al pianterreno del palazzo municipale. I pochi cittadini presenti nella piazza antistante il vecchio edificio comunale, non domandavano neanche se erano state presentate delle liste. I discorsi di tutti vertevano invece sulla necessità e la speranza che alla guida del comune di San Luca, non più un ammalato abbandonato al suo destino, sia confermato il dottor Salvatore Gullì. Un funzionario ben voluto e stimato da tutti, che in poco più di due anni ha saputo risollevare le sorti di un comune sul quale erano in pochi quelli pronti a scommettere almeno un euro.

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