Domenica, 21 Ottobre 2018
'NDRANGHETA

Un “sistema” con soldi ed escort

di

Voleva diventare “la regina della penitenziaria” corrompendo chiunque

'ndrangheta, angela tibullo, cacciola intimidazione, cosche, grasso, risarno, Reggio, Calabria, Archivio
Un “sistema” con soldi ed escort

Che si trattasse di corrompere pubblici ufficiali, o fare carte false per tenere lontano i suoi assistiti dal carcere, la criminologa di Polistena, Angela Tibullo (la professionista indagata nell’ambito dell’operazione Ares ed arrestata giovedì mattina nel blitz dei Carabinieri del comando provinciale di Reggio che ha smantellato le cosche emergenti di Rosarno, Cacciola e Grasso) era disposta a tutto pur di raggiungere il suo scopo. E a questo fine, secondo i magistrati della Procura distrettuale antimafia di Reggio (l’indagine è stata diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri e coordinata sul campo dal procuratore aggiunto Gaetano Paci e dal Pm Adriana Sciglio) avrebbe messo in piedi un sistema fraudolento del quale facevano consulenti tecnici di parte, periti nominati d'ufficio, professionisti di strutture sanitarie private, personale in servizio nelle carceri e strutture militari; e ancora, liberi professionisti in materia sanitaria, detenuti. Tutti disposti a compiere atti illeciti pur di ottenere un ritorno economico o altra utilità elargito dalla “dottoressa”.

Soldi e prostitute

Il 24 aprile 2018, il Tdl di Reggio Calabria disponeva una perizia medico legale in sede di appello proposto dalla difesa del boss di Rizziconi Teodoro Crea, che chiedeva la sostituzione della misura carceraria con quella degli arresti domiciliari. Un medico di Palermo era stato incaricato, in qualità di perito, di effettuare la visita al detenuto. La difesa di Crea, ristretto al 41bis, aveva nominato, quali consulenti di parte, la Tibullo e un altro perito. Il 4 luglio 2018, il consulente palermitano del Tribunale inviava alla Procura reggina una relazione nella quale venivano indicate le condotte tenute, in particolare, dalla Tibullo dopo la chiusura delle operazioni peritali. Una denuncia seguita, cinque giorni dopo, da una deposizione davanti ai pm della Dda.

«Durante il pranzo – accusa il perito - la Tibullo mi ha sollecitato reiteratamente una perizia favorevole al suo assistito, dicendomi intendere che se fosse riuscita a far scarcerare il Crea sarebbe divenuta la “regina della penitenziaria”. Dopo aver terminato il pranzo, prima di salutarci la Tibullo divenne più esplicita, dicendomi che avrebbe saputo compensarmi adeguatamente…» come aveva fatto con altri periti, con soldi o prostitute.

Leggi l'intero articolo nell'edizione digitale

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X