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Controllo delle fiumare a Reggio, i sensori ci sono ma restano “muti”

Negli occhi le immagini delle immani devastazioni e della dolorosa scia di lutti che l’ondata di maltempo dei giorni scorsi ha causato nel Paese da Nord e Sud. Negli occhi i momenti di apprensione e di disagio che si sono vissuti anche in diverse aree del Reggino che soltanto una settimana fa sono state messe a durissima prova.

Nelle orecchie, come riporta la Gazzetta del Sud in edicola, il puntuale ripetersi degli inviti a una costante manutenzione del territorio, e dei corsi d’acqua in maniera particolare, e a mettere in campo ogni risorsa umana e strumento tecnico utile per “leggere” in tempo reale l’evolversi della situazione.

Ma come metterla quando si scopre che, a oltre quattro mesi dal loro posizionamento, i sensori delle prime due “stazioni” della rete di monitoraggio di alcune delle fiumare e dei corsi d’acqua che attraversano Reggio (Sant’Agatae Valanidi), messa su dalla Protezione civile regionale, rimangono “muti” - come se non esistessero - perché mancano le schede sim indispensabili per trasferire in tempo reale i dati che rilevano?

Acquisto e attivazione delle sim card spettano all’Amministrazione comunale. Si tratta di una competenza che, operativamente, risulta essere in capo all’Ufficio tecnico.

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