Sabato, 20 Aprile 2019
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SANITA'

Disagi all'ospedale di Locri, il sindaco chiede alla Procura di intervenire

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Ospedale di Locri

Il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, con il sostegno dell’Amministrazione Comunale, ha chiesto alla Procura della Repubblica guidata dal procuratore D’Alessio «di voler disporre gli opportuni accertamenti» rispetto agli ultimi disagi che si sono verificati nell’ospedale cittadino, «valutando gli eventuali profili di illiceità penale degli stessi e, nel caso, individuare i possibili responsabili e procedere nei loro confronti».

Sabato scorso un’anziana in gravi condizioni e con l’ossigeno attaccato è stata portata a spalla per cinque piani, dopo l’ennesimo guasto all’unico ascensore funzionante nella struttura. Il primo cittadino ha affermato che «quanto sta accadendo nell’ospedale di Locri è assolutamente inaccettabile ed è fondamentale denunciare e contrastare. Mentre la struttura continua a cadere a pezzi e le disfunzioni sono armai all’ordine del giorno, i responsabili dell’evidente scempio continuano a rimanere al proprio posto, restando indifferenti alle sollecitazioni e alle preoccupazioni provenienti dal territorio».

Nell’esposto presentato in Procura, il sindaco ha evidenziato di «voler porre all’attenzione della magistratura alcuni accadimenti che si inseriscono nell’ambito di una vicenda pubblica», denunciando che «i cittadini lamentano, giustamente, che spesso presso l’ospedale pubblico a Locri si verificano numerose situazioni di disservizio che arrecano evidente disagio ai cittadini che non hanno altre alternative di cure sanitarie pubbliche sul territorio».

Evidenziati, dunque, gli ascensori guasti da tempo per il collegamento con le strutture di Utic, Cardiologia, Medicina, Psichiatria, Pneumologia, Angiologia, mentre «l'unico ascensore funzionante per accedere ai reparti, si è rotto più volte nell’ultimo mese cagionando disagio agli operatori, ai pazienti e ai cittadini».

Tra l’altro, l’ascensore, secondo quanto riportato dal primo cittadino, «viene utilizzato indifferentemente per il trasporto dei pazienti, degli operatori, dei visitatori, del vitto e dei rifiuti normali e speciali».

Denunciate anche le carenze di personale e il rischio di chiusura di alcuni reparti «per la mancanza dei farmaci e dei dispositivi medici essenziali per finalità diagnostiche e terapeutiche, rischiando di non garantire, pertanto, continuità delle prestazioni e quindi interruzione di pubblico servizio»

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