Mercoledì, 18 Settembre 2019
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PREFETTURA

Lotta al caporalato in provincia di Reggio, in due mesi sanzioni per 270 mila euro

Massimo impegno contro il caporalato nella provincia reggina. Nei primi due mesi del 2019 sono state controllate 14 aziende, è stata deferita all’Autorità giudiziaria una persona, sono state effettuate 50 perquisizioni personali e contestate 19 sanzioni amministrative per 270.297 euro.

Sono i risultati del monitoraggio sull’impiego d di lavoratori in nero da parte delle aziende agricole operanti nel settore ortofrutticolo, della coltivazione e della raccolta degli agrumi, resi noti oggi dalla Prefettura di Reggio, che trae spunto dall'ultimo servizio effettuato nei giorni scorsi in tre aziende agricole con sede ad Ardore, nella Locride, che ha registrato la collaborazione del personale della Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato di Bovalino, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dell’Ispettorato del Lavoro e della Polizia Provinciale. Nell'occasione specifica è stata contestata la mancata consegna del contratto di lavoro. Ma sotto i riflettori ci sono, in generale, situazioni di illegalità e sfruttamento dei lavoratori costretti in precarie situazioni igienico-sanitarie e con modalità di impiego difformi dalle normative vigenti.

Da mesi, queste attività interforze finalizzate al contrasto del fenomeno del caporalato e lavoro nero, piaghe storiche del territorio della provincia reggina, sono state ulteriormente implementate su input del prefetto, Michele di Bari, nell’ambito di una più ampia strategia, elaborata in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica tanto da essere effettuate, ormai, con cadenza settimanale. “Più marcati nella Piana di Gioia Tauro, ma presenti anche nell’area della Locride – sottolineano dalla Prefettura - i fenomeni danno luogo spesso a intollerabili forme di sopraffazione e di sfruttamento di lavoratori, per lo più stranieri e immigrati”.

Sulla base di pianificazioni operative settimanali, pertanto, vengono di volta in volta individuati i territori più sensibili, soprattutto la Piana di Gioia Tauro e segnatamente i comuni di Gioia Tauro, Laureana di Borrello, San Giorgio Morgeto, San Ferdinando, Melicucco, Rizziconi, Serrata, Candidoni, Cittanova, Rosarno, Varapodio, Taurianova, Polistena, Cinquefrondi e Anoia; ma anche la Locride, in particolare nel territorio dei Comuni di Ardore, Bovalino, Benestare, Bianco, Casignana, Grotteria, Sant’Ilario dello Jonio e San Giovanni di Gerace.

Le aziende controllate operano per lo più nel comparto agricolo o della trasformazione agro-alimentare, dove più forte è l’impiego di immigrati, ma anche nel settore dell’edilizia, della ristorazione e della panificazione. Gli interventi interforze, integrati da personale dell’Ufficio provinciale del Lavoro e dell’Azienda sanitaria provinciale, hanno riguardato controlli sulla regolarità dell’impiego e dell’assunzione della manodopera nonché controlli sull’osservanza della normativa in materia d’ingresso e permanenza degli stranieri nel territorio nazionale.

Nell’anno 2017 sono state controllate 95 aziende, deferite all’Autorità giudiziaria 2 persone, effettuate 672 perquisizioni personali e contestate 192 sanzioni amministrative per 1.270.297 euro. Nell’anno 2018 sono state controllate 208 aziende, deferite all’Autorità giudiziaria 1 persone, effettuate 1.414 perquisizioni personali e contestate 435 sanzioni amministrative per 1.401.636 euro.
Complessivamente dall’inizio del monitoraggio (quindi da febbraio 2015 ad oggi ) sono state controllate 881 aziende, deferite all’Autorità giudiziaria 89 persone, effettuate 2.605 perquisizioni personali e contestate 19 sanzioni amministrative per 3.674.997,68 euro.

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