Lunedì, 26 Agosto 2019
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TRUFFA

Fatture pagate due volte, nuova inchiesta all'Asp di Reggio: le denunce di Scura

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Asp di Reggio Calabria (foto di Attilio Morabito)

La questione delle fatture pagate più volte è una delle piaghe dell'Asp di Reggio. Se ne è occupata, con alcune audizioni, anche la commissione regionale anti 'ndrangheta e la vicenda è stata oggetto anche di accertamenti da parte della commissione d'accesso che per mesi ha lavorato nell'Azienda prima dello scioglimento.

Ed è anche al centro della ricostruzione fatta dall'ormai ex commissario ad acta per la sanità calabrese, Massimo Scura, nel libro pubblicato in questi giorni.

Dall'esplosione pubblica del caso alla strada individuata per uscire dal tunnel, Scura dedica pagine e pagine. "Verso i primi di aprile 2015, praticamente due settimane dopo il mio insediamento avvenuto il 23 marzo, il commissario dell’Asp Santo Gioffré - ricorda in proposito Scura - mi viene a trovare a Catanzaro per mostrarmi come sia stato sventato un doppio pagamento di oltre 6 milioni di euro grazie all’onestà di un imprenditore. Costui, dopo aver ceduto la propria azienda, fa notare a Gioffré che una fattura di quell’importo era già stata incassata da lui a seguito di una transazione del 2009 e ora veniva riproposta all’incasso dal nuovo proprietario. Appena in tempo: il mandato di pagamento era già in banca. Su mia sollecitazione, Gioffré blocca innanzitutto il pagamento e cerca le carte per ricostruire la vicenda. La sera stessa l’imprenditore onesto ha un infarto, curato prima a Reggio e poi a Brescia. Si riprende, ma dopo pochissimi giorni muore! Gli eredi forniscono al Commissario Gioffré la documentazione che gli consente di revocare la delibera relativa alla transazione e invia tutto alla Procura della Repubblica. Per la cronaca il processo si è avviato ad inizio 2019".

E' questo solo il primo caso, sventato. Ce ne sono stati, secondo Scura, molti altri. "Il meccanismo - scrive Scura - funzionava più o meno così. Le fatture non venivano pagate, nonostante ripetuti solleciti. Il privato quindi si rivolgeva alla magistratura ordinaria o amministrativa, fino a quando, in possesso di un titolo esecutivo, si presentava dal tesoriere dell’Asp che pagava la somma indicata. Spesso l’importo non veniva diviso nelle singole fatture interessate, che quindi non potevano essere riscontrate in contabilità, dove risultavano ancora evidenti, ossia non pagate e a rischio di esserlo una seconda volta. Il tutto era legittimo da parte del privato. Resta però da capire perché l’azienda non pagava, pur avendo le somme a disposizione, e perché non si presentava in Tribunale a difendersi adeguatamente e non chiedeva tempestivamente al tesoriere l’elenco delle fatture oggetto del pagamento. A causa della non specchiata efficienza interna all’azienda, il rischio di pagare due volte la stessa fattura o di pagare fatture extra budget, ossia fuori dai tetti di spesa, era enorme. Su tutto questo sta indagando la magistratura".

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